Viaggio a Roma dei dissidenti Udc

19 giu 2012

Filippo Barattolo

“A 64 anni o mi ritiro dalla politica, ma non sono un pagliaccio che passa in un altro partito”. E’ irritato e indispettito il segretario provinciale, nonché assessore di Bari, Filippo Barattolo, quando risponde alla nostra domanda: ma è vero che sta lasciando l’Udc? Barattolo rassicura fedeltà al partito e ottimi rapporti (per altro più di amicizia che di politica) con il leader Pierferdinando Casini, eppure qualcuno da Bari alla volta di Roma sia da Casini sia dal segretario nazionale, Lorenzo Cesa, è andato. Ed è andato proprio a lamentarsi per la conduzione del partito barese. Sembra, per altro, che il bersaglio fosse addirittura doppio (nel mirino sia Barattolo, sia il consigliere regionale Pep­pino Longo). Secondo la delegazione barese i due avrebbero accentrato il partito nelle loro mani, impedendone la crescita, compresa quella elettorale che alle ultime Amministrative non ha certo fatto registrare consensi in crescita. Anzi. Ma a Roma quello che è stato sottolineato maggiormente da quelli che possiamo definire “dissidenti” è il doppio ruolo di Barattolo: segretario provinciale dell’Udc e assessore della giunta di Michele Emilia­no. Insomma, per alcuni iscritti al partito Barattolo sarebbe più un “Emiliano boy’s” che il primo dirigente barese del partito. Di qui le scontate dicerie di un passaggio di Barattolo nella lista civica del sindaco. L’interessato, chiaramente smentisce indignato, anzi annuncia un rilancio cittadino dell’Udc: via il commissario l’avvocato Ignazio Lagrotta, dentro un altro avvocato, uno nuovo (come si dice nel gergo della politica), uno che con i partiti non ha mai avuto a che fare e che per questo avrebbe le energie per rilanciare il partito di Bari. In realtà l’operazione era già pronta, anzi sarebbe stata già fatta se non fosse stata stoppata. In politichese si direbbe “si è preso tempo”. Dopo la visita romana dei “dissidenti”, infatti, qualcuno vuole capire bene cosa sta accadendo. Essere assessore di Emiliano va bene… ma per Casini il sindaco di Bari è ora un potenziale avversario politico sul piano nazionale ed ha bisogno di “pesare” la fedeltà di ogni iscritto all’Udc, più che in altre occasioni. Fosse non altro che fra qualche mese potrebbe essere “costretto” a trovarsi a compilare liste per quelle Politiche anticipate che per primo Casini non vorrebbe. A Bari non è un mistero per nessuno che Barattolo intende chiudere la sua carriera politica da parlamentare, qualche pensiero lo sta facendo anche il consigliere modugnese Lon­go, fosse non altro perché gli è toccato svolgere il ruolo di “opposizione” alla giunta regionale, nonostante i “ponti” lanciati dal go­vernatore Nichi Vendola. Ma l’Udc ha proprio in Puglia liste “superaffollate” da big nazionali che potrebbero essere candidati altrove, ma che reputano la nostra regione un territorio dal forte con­senso, anche se nel 2008 per un soffio l’Udc non raggiunse l’8% al Senato e quindi non ci furono eletti. Lo sa bene il consigliere regionale, Tato Greco, oggi coordinatore regionale de La Puglia prima di tutto, che lasciò l’Udc proprio dopo aver perso il seggio camerale dopo che i big che avevano capeggiato la lista decisero di restare “onorevoli pugliesi”. Barattolo e Longo potrebbero a­vere il timore che lo stesso metodo venga riservato a loro, ma nel partito, a livello barese, qualcuno non nutre le stesse loro preoccupazioni, anzi spera che mollino la gestione del partito. Di certo sono giorni nei quali nell’Udc non ci si annoia.

Mariateresa D’Arenzo

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2 Commenti a “Viaggio a Roma dei dissidenti Udc”

  1. ELVIRO scrive:

    ma non vbi rendete conto che ormai siete PASSATO REMOTO!!!! QUELLE PERCENTUALI SONO DA LIBRO DEI SOGNI… GUARDATE LE ULTIME CONSULTAZIONI, A BARI è INESISTENTE PUR AVENDO UN ASSESSORE CON NON SO QUALE DELEGA…..

  2. lui scrive:

    …rotola..rotola..dove mai finira’?

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