Via gli ordigni bellici dai fondali

16 giu 2011

La cava dove sono state brillate le mine rinvenute nei fondali molfettesi

MOLFETTA – Va avanti senza sosta la bonifica dei fondali marini in corrispondenza del litorale di Molfetta. A partire da ieri, una task force interforze sta provvedendo al trasferimento in cava e al brillamento di ulteriori 56 ordigni bellici a caricamento speciale con fosforo bianco risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. Programmate nell’ambito del Piano di Risanamento ambientale del Basso Adriatico, le operazioni dureranno una settimana circa. Oltre a diverse unità militari, sono coinvolte polizia di stato, carabinieri, vigili del fuoco, 118.
Quella in atto a Molfetta è la più imponente operazione di bonifica ambientale marina mai avvenuta in Italia. Le cifre ufficiali relative ai residuati bellici testimoniano bene la misura di questa operazione: le attuali 56 bombe rinvenute si aggiungono ai 201 ordigni a caricamento speciale fatti brillare in cava dall’inizio delle operazioni. Complessivamente, solo a Molfetta, le prospezioni sottomarine hanno consentito di individuare ben 11.500 ordigni a caricamento ordinario. Il brillamento vero e proprio viene effettuato dagli uomini del reparto Sdai della Marina Militare e dall’11° Reggimento Genio Guastatori di Foggia.
“L’intervento di così vasta portata, mai avvenuto prima in Adriatico, favorisce la messa in sicurezza dei fondali marini a beneficio degli operatori marittimi, della pesca e del turismo” dichiara il sindaco Antonio Azzollini. La bonifica del Basso Adriatico avviene sotto il coordinamento della Prefettura di Bari di concerto con Ministero dell’Ambiente, Regione Puglia, Comune di Molfetta SDAI, CETLI NBC, l’11° Reggimento Genio Guastatori di Foggia e la Direzione Marittima di Bari. Sono coinvolti anche due enti per il monitoraggio ambientale: Arpa (Agenzia regionale per l’ambiente) e Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Un dato, in particolare, è degno di nota: nessuno degli ordigni finora individuati e fatti brillare è risultato caricato con iprite o con altri aggressivi chimici.
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