BARI – Mentre i delegati del ministero valutano il piano di rientro dell’Università di Bari, gli studenti del Link presentano una controproposta, che prevede l’aumento del “gettito derivante dalla contribuzione studentesca possa essere aumentato senza toccare in alcun modo le tasche degli studenti universitari, ma agendo solo ed esclusivamente su un serio contrasto all’evasione fiscale”. Tra le proposte degli studenti, al primo punto stretta collaborazione con l’Adisu su controllo incrociato Iseeu dichiarato in sede di Adisu.
Secondo punto: Eliminazione dell’autocertificazione in sede di Adisu per il riconoscimento dei crediti formativi acquisiti e acquisizione telematica dei dati, così da eliminare possibili elusioni. Terzo punto: Lotta evasione fiscale con il prelevamento automatico dei dati Iseeu da Caaf convenzionato e sostituzione della dichiarazione cartacea. Ciò eliminerebbe il controllo “manuale”, garantendo economicità e maggiore efficacia all’azione amministrativa.
Quarto punto: modifica del sistema di rimborso tasse per aventi diritto. Proposta una variazione di bilancio per una quota pari a cinquecentomila euro per assolvere il “debito” dell’Università nei confronti degli studenti aventi diritto al rimborso. Quinto punto: compensazione fra crediti e debiti dello studente. Se lo studente deve ricevere un rimborso delle tasse pari a 230,38 euro (duecentoquarantacinque euro al netto del bollo) ed il prossimo anno intende iscriversi (pagando duecentoquarantacinque euro), pagherà solo il bollo. Sesto punto: sul rimborso delle tasse per merito, attualmente chi si laurea in tempo, indipendentemente dalla condizione economica, ha diritto al rimborso totale delle tasse pagate nell’ultimo anno di studi. Si determinano così circa diciassettemila esoneri totali/parziali all’anno.
Settimo punto: l’attuale sistema di rimborso è indipendente dalla condizione economica. Gli studenti chiedono di mantenere il vecchio sistema per i “meritevoli” (definizione di una “semi-idoneità”) con un Iseeu massimo di trentamila euro.
Ottavo punto: Lo status di studente a tempo parziale entrato in vigore lo scorso anno per evitare di andare fuoricorso (permettendo agli studenti lavoratori di frequentare e sostenere gli esami nel doppio degli anni (sei anziché́ tre) pagando annualmente un contributo forfettario pari a circa cinquecentocinquanta euro). Si propone di legare la tassazione alla situazione economica dello studente, facendo pagare agli studenti a tempo parziale il sessantacinque per cento di quanto paga uno studente a tempo pieno.
Nono punto: impossibilità di iscrizione all’anno successivo in caso di mancato pagamento tasse e contributi, salvo la possibilità di derogare in casi ritenuti “emergenziali” dalla commissione “Provvidenze agli studenti”.
Barbara Facchini



