BARI – Sono trentuno gli immobili abbandonati, nel solo comune di Bari.
Il censimento fatto dal comitato “Sotto il tetto” e da Rifondazione comunista, fotografa una realtà nota, ma a quanto pare non abbastanza interessante, visto che dopo decenni di attesa, restano ancora inutilizzati.
“Sono immobili che afferiscono a diverse proprietà pubbliche e private su cui pare ci sia un totale disimpegno dell’amministrazione comunale; eppure Bari è una città in cui mancano gli spazi sia per la socialità che per i servizi ai cittadini, Bari è una città che preferisce continuare a pagare fitti esosi ai soliti proprietari di immobili per uffici pubblici oppure acconsente a costruire nuove strutture con modifiche periodiche del piano regolatore generale spesso a scapito di aree non edificabili”, spiega Gigi Liantonio, segretario cittadino di Rifondazione comunista.
Dalla piastra di San Francesco di via Crispi, occupata dagli scouts al Ferrhotel, occupata dai migranti senza casa richiedenti asilo. Dal mercato coperto di Poggiofranco, occupato dai giovani per farne un centro sociale autogestito alla scuola Socrate, occupata dai migranti richiedenti asilo. E ancora l’ex Centrale del latte; l’ostello della gioventù a Palese; l’area della ex caserma Rossani; l’ex ospedale militare Bonomo e la caserma aereonautica di corso Sonnino. “Non è dato sapere quanti soldi di affitto paghino il Comune e i vari altri enti pubblici per immobili adibiti ad uffici, che potrebbero essere risparmiati con una programmazione di riuso del patrimonio”, continua Annalinda Lupis, del comitato “Sotto il tetto”.
Il comitato e Rifondazione comunista chiedono quindi al comune di riutilizzare parte di questi locali per realizzare alloggi a costi contenuti, in “una città con alto tasso di sfratti per finita locazione e ancor più gravi sfratti per morosità”. Ancora, chiedono “un censimento degli alloggi realmente sfitti e di colpire i proprietari di immobili che lucrano su studenti universitari fuori sede e immigrati; lo sblocco delle procedure per la realizzazione delle case cooperative delle maglie 21 23; l’accelerazione dei progetti di costruzione di nuove case popolari a partire per quelle per i disabili e sfrattati”.
Resta una domanda. Se un comitato ne ha censiti trentuno, di quanto ancora si potrà allungare l’elenco?
- Di seguito elencati i trentuno immobili di proprietà pubblica e privata, abbandonati e in attesa di riqualificazione.
La piastra di San Francesco di via Crispi, occupata dagli scouts; il Ferrhotel, occupato dai migranti senza casa richiedenti asilo; il mercato coperto di Poggiofranco, occupato dai giovani per farne un centro sociale autogestito, la scuola Socrate, occupata dai migranti richiedenti asilo; l’ex Centrale del latte, l’ostello della gioventù a Palese; la Casa dello studente in largo Fraccacreta; le ville di proprietà della Provincia in via Amendola; la scuola abbandonata di San Marcello; l’area della ex caserma Rossani; l’ex ospedale militare Bonomo; la caserma aereonautica di corso Sonnino; l’ex hotel Plaza piazza Luigi di Savoia; il Cral dell’Acquedotto pugliese Ceglie Bari; l’area ex birra Peroni in via Amendola; i locali sottostanti lo stadio della Vittoria; i diversi opifici nella zona industriale di Bari-Modugno; il rudere della casa dello studente a Ceglie del Campo; l’area ex Gaslini; l’area ex Scianatico via Napoli; l’istituto nautico di via Abate Gimma; la scuola San Nicola a Bari Vecchia; l’immobile ex hotel “Il Mulino”; la villa dell’Acquedotto pugliese in corso Alcide De Gasperi; le aree agricole dell’Università in via Gentile; gli immobili non utilizzati appieno dell’ex Onpi di via Alcide de Gasperi e della casa di riposo di via Napoli; il lascito Garofano a Palese; il mattatoio abbandonato a Carbonara, vicino all’ospedale Di Venere; l’area della Fibronit; l’area dell’ex Stanic e infine i vari Opifici abbandonati, estramurale Capruzzi.
Barbara Facchini


