BARI – Venti gli istituti coinvolti solo a Bari e altri 10 poli scolastici da tutta la regione; oltre 1000 studenti e 50 docenti coinvolti dal 2005. Sono questi i numeri che danno sempre più valore a ‘Radio Kreattiva’. Giunto alla sesta edizione, il progetto consiste nella prima web radio antimafia scolastica in Italia ed opera da cinque anni nelle scuole primarie e secondarie della città sviluppando percorsi collaborativi di educazione alla legalità, contrasto della devianza e opposizione attiva ad ogni forma di illegalità.
Da quest’anno la web radio potrà contare anche su una più ampia rete di partner: Regione Puglia e Ufficio Scolastico Regionale, con l’ambizione che l’intervento, preventivo e basato sul rinnovato protagonismo degli studenti, possa diventare sempre più un modello esportabile grazie anche all’uso intensivo delle tecnologie di rete che permettono di abbattere i costi di trasmissione e aumentare il bacino d’utenza. Trentamila euro dal Comune di Bari e altri 20mila dall’Usr: saranno questi i fondi con cui gli operatori dell’Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata (promotrice del programma) cercheranno di insegnare ai ragazzi delle 20 scuole medie coinvolte della città il senso della legalità. “La cultura antimafia è l’essenza della nostra società”, apre l’assessore alla Pubblica Istruzione, Fabio Losito che continua: “Cercheremo in questo modo di riconnettere alla società la realtà della scuola. Non sono due cose distinte ma un tutt’uno e i ragazzi devono saperlo”.
“Questo laboratorio ha un impatto devastate e positivo sugli alunni”, interviene il sindaco Michele Emiliano, lui che di legalità ne sa qualcosa visto il suo passato da magistrato Direzione Distrettuale Antimafia. Poi punta il suo discorso sul periodo difficile che la scuola italiana sta affrontando in questo momento: “Mi rendo conto che la situazione non è facile ma sono ottimista perchè dobbiamo essere pronti a ricominciare dopo questo tormentato momento”. E chiude: “E’ importante agire sui giovani delle scuole medie perchè proprio in quest’ambito il soggetto acquisisce una coscienza civile”. Gli fa eco Lucrezia Stellacci, direttore generale dell’Usr: “L’educazione alla legalità è fondamentale per accompagnare la crescita nel segno della legalità”.


