Tedesco: “Mi accusano di fatti accaduti quando mi ero già dimesso da assessore”

17 lug 2010

Alberto Tedesco

“Ho saputo che la magistratura è tornata ad accusarmi di aver condizionato le gare pubbliche indette dalla Asl di Bari per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti ospedalieri. Tra queste c’è l’assegnazione a Michele Columella e Francesco Petronella di un appalto dell’aprile 2009. Vorrei ricordare a tutti che mi ero già dimesso da assessore da oltre due mesi”. Risponde così Alberto Tedesco, ex assessore regionale alla Sanità in Puglia attualmente senatore del Pd, dopo gli arresti eccellenti di oggi nell’ambito dell’inchiesta sulla sanità condotta dai pm Desirèe Digeronimo, Marcello  Quercia e Francesco Bretone.

Come commenta gli ultimi eventi?

“Dico solo che sto ancora aspettando di essere interrogato”.

Nel comunicato stampa della Procura si fa riferimento a una gara di aprile 2009.

“E’ davvero sconcertante pensare che, dopo tutto quello che è successo in quel periodo, dopo che alle prime voci di indagini io mi ero subito dimesso da assessore alla Sanità il 6 febbraio 2009 demonizzato dai mass media e attaccato proprio per i miei rapporti con Columella, qualcuno va ad alterare una gara proprio assegnandola a Columella stesso. Non solo io non ho fatto nulla, ma credo proprio che chi ha effettivamente deciso per quella gara avrà fatto tutti i controlli possibili e immaginabili, avrà vivisezionato anche le virgole avendo gli occhi di tutti addosso”.

Come si è giustificato in questi mesi davanti ai magistrati? Nel comunicato stampa della Procura si legge che sono al vaglio degli inquirenti ulteriori vicende sospette che la riguardano.

“E’ chiaro che io sono il soggetto di spicco da citare. Ma in realtà io sto ancora aspettando di essere interrogato. L’ho chiesto più volte, poi ho presentato una memoria a giugno scorso in cui, ancora una volta, chiedo di essere ascoltato. Niente da fare, sono ancora inattesa, ormai da quasi un anno e mezzo”.

Il difensore: “Continua il massacro”

Non va giù tenero il difensore di Alberto Tedesco, l’avvocato Filiberto Palumbo, ex presidente della Camera penale di Bari, che in questa intervista spiega la sue ragioni.

Cosa pensa delle nuove accuse al suo difeso?

“Dico che continua il massacro, la campagna denigratoria”.

Negli atti si fa riferimento a una gara dell’aprile 2009.

“Appunto, come dicevo. Tedesco si era già dimesso dall’incarico da oltre due mesi quindi non aveva più alcun potere. E non vedo chi avrebbe potuto alterare una gara proprio in quel momento peraltro di grande  clamore mediatico. C’è una evidente contraddizione nei tempi”.

Che dice il suo assistito delle accuse?

“In realtà Tedesco non ha mai avuto una contestazione analitica, non gli è stato mai detto con precisione di che cosa lo si accusa”.

Avrà pur avuto un avviso di garanzia.

“Certo, per la perquisizione a primavera 2009. Ma c’erano scritti gli articoli del codice interessati, non la natura delle accuse. Io credo che proprio il Codice di procedura penale imponga una contestazione degli addebiti da cui emergano le responsabilità. E invece…”

Invece… ?

Prima i fatti li sa la stampa e noi dobbiamo leggere i giornali per sapere di che cosa siamo accusati di preciso. E senza poterci difendere con cognizione di causa davanti all’opinione pubblica. Le pare giusto?”

r. c.

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2 Commenti a “Tedesco: “Mi accusano di fatti accaduti quando mi ero già dimesso da assessore””

  1. Mario scrive:

    Poverello, lui… – Lui che odiava Tarantini… – E lo odiava veramente tanto, fino al punto da rifiutarsi di andare alla cena pre-elettorale pagata dal Tarantini a Michele Emiliano e Massimo D’Alema, con contorno di dirigenti di mezza ASL pugliese! – Ma lo odiava SOLO perchè era un diretto concorrente della ditta dei suoi figli nel vendere apparecchiature e protesi “taroccate” alle aziende sanitarie pugliesi (e quella cena gli sarebbe andata sicuramente di traverso)!!!
    Uèèè, Tedesco… a chi la vuoi raccontare? Vedi che mò manco il Governatore-”Alice nel paese della meraviglie” ti crede più!!! (…forse).

  2. Vittorio Polito scrive:

    Ha ragione il signor Mario, ormai le chiacchiere sono tante che nessuno più crede a niente. Il fatto è che con l’operazione “Senato” si è aperto un grande ombrello a protezione non solo di Tedesco ma anche di altre persone. Insomma se siete indagati, o avete commesso illeciti, o fate parte di “cricche”, ecc., è sufficiente farsi inserire in qualche lista elettorale, farsi eleggere ed il gioco è fatto. Perchè il signor Tedesco non si dimette ed affronta i problemi della giustizia che lo riguardano con tutta tranquillità se è certo della sua estraneità ai fatti che gli sono contestati?
    Sta di fatto che in due mesi sono stati fatti tre passi indietro: Scajola, Brancher e Cosentino, i quali tutti hanno detto “abbiamo chiarito tutto”. Si aspetta ora il passo indietro di Verdini e, perchè no, anche di Berlusconi e di tutti gli altri indagati e condannati a qualsiasi titolo e che continuano a sedere comodamente in Parlamento.
    E poi che significa accusare sempre la stampa che anticipa le notizie? Se arrivano notizie vuol dire che qualcosa bolle in pentola. O no?
    In conclusione ricordo, a proposito della libertà di stampa che il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha dichiarato che:
    “IN UN GRANDE PAESE DEMOCRATICO LA LIBERTÀ DI STAMPA NON È MAI SUFFICIENTE. SERVE UN’INFORMAZIONE LIBERA, FORTE E AUTOREVOLE”.
    Mentre i nostri politici la vogliono “IMBAVAGLIARE” per non far sapere le loro malefatte.

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