BARI – Corruzione, turbativa d’asta e concorso in violazione del segreto d’ufficio in riferimento ad appalti per un valore complessivo di 9 milioni di euro.
Questi i reati ipotizzati a carico dell’ex assessore regionale alla Sanità e attuale senatore del Pd, Alberto Tedesco, dai sostituti procuratori Desirèe Digeronimo, Francesco Bretone e Marcello Quercia. Su loro richiesta, il gip Vito Fanizzi ha accolto una richiesta di arresto ai domiciliari per Michele Columella e Francesco Petronella della Vi.Ri, società leader nello smaltimento di rifiuti sanitari; Antonio Colella, capo area gestione patrimonio dell’Asl Bari, già indagato in concorso con Lea Cosentino nell’inchiesta sul ‘sistema Tarantini’; Nicola Del Re e Filippo Tragni, entrambi dirigenti dell’Asl Bari. Indagati a piede libero, perché rigettata la misura cautelare, Elio Rubino, genero di Tedesco e rappresentante della società Dragher, e Mario Malcangi, segretario particolare del senatore del Pd.
Secondo la Procura, “l’attività d’indagine ha consentito di far luce su un torbido ed illecito intreccio fra il management sanitario e l’imprenditoria operante nel settore con il coinvolgimento dell’ex assessore Tedesco, nei cui confronti sono al vaglio degli inquirenti ulteriori vicende sospette”. Oltre gli appalti sotto la lente della Procura, sembra che gli investigatori stiano facendo luce su un presunto sistema per accaparrarsi voti elettorali. C’è un’intercettazione agli atti dell’indagine dell’8 marzo 2008, in cui Petronella chiacchiera al telefono con la moglie di Tedesco, facendo notare che “i voti del circondario di Altamura si ottendono grazie a Colummella”. Non è un caso che Petronella faccia notare il presunto potere elettorale di Columella l’8 marzo 2008. Il 13 e 14 aprile, infatti, si tennero le elezioni politiche. Sembra dunque che la Procura voglia capire se ci sia uno scambio reciproco: appalti milionari per voti.
E’ certo, comunque, che Tedesco, secondo la Procura, si interessa degli appalti da attribuire agli indagati. Si interessa in particolar modo “delle gare pubbliche indette dall’Asl Bari per il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento di rifiuti speciali prodotti nelle strutture sanitarie ed amministrative dell’ente e per il completamento delle attrezzature dell’Irccs Giovanni Paolo II-Oncologico di Bari”.
Colummella e Petronella della Vi.Ri. ottengono l’appalto relativo ai rifiuti, concesso dall’Asl Bari nell’aprile del 2009 per un importo di 5 milioni di euro.
Poi è la volta della società Dragher del genero di Tedesco, Elio Rubino, che si aggiudica un appalto da 2 milioni 600mila euro, finalizzato alla fornitura di attrezzature necessarie al completamento della nuova sede dell’Irccs Giovanni Paolo II-Oncologico. Infine, l’appalto per la fornitura di arredi di laboratori dello stesso ospedale per 2 milioni di euro, al consorzio di società Consanit, avuto grazie al presunto interessamento del capo area gestione patrimonio dell’Asl, Colella.
Il consorzio Consanit racchiude le società Aesse hospital (presidente cda Antonio Vigna), Diatek (amministratore unico Giuseppe Marchitelli), For Medical (amministratore unico Vincenzo Nuzziello), Loran (legale rappresentante Margherita Coviello), Puglia Medical (amministratore unico Onofrio Decarlo), Sismed (amministratore unico Antonella Longobardi), Tecnomedica (amministratore unico Francesco Angelo Albergo)e Tecknolab (amministratore unico Enzo Mastronardi e direttore marketing Paolo Emilio Balestrazzi).
Secondo la Procura, “pur confermando i gravi indizi di colpevolezza, non è stata accolta dall’ufficio Gip per difetto di esigenze cautelari la richiesta di misura cautelare avanzata dalla Procura nei confronti di Rubino e Malcangi; rigettata anche la richiesta di misura interdittiva nei confronti della società Vi.Ri per insussistenza del contestato reato di truffa aggravata”. La Procura, comunque, si dice pronta a presentare appello al Riesame. Infine, “nei confronti di Tedesco non è stata avanza alcuna richiesta di misura cautelare essendo al vaglio ulteriori episodi di indebite ingerenze nella gestione della cosa pubblica”.
Ivan Cimmarusti



Bene… e di tutto questo cosa si “lascia trapelare” un anno prima? – Che Tarantini ha portato una prostituta a Roma a palazzo Grazioli…….. nel frattempo si lascia che Tedesco (di cui, naturalmente, nè Emiliano e nè Vendola, poverelli, sapevano nulla…..) dia le dimissioni da assessore e venga nominato senatore della Repubblica! Ma non sarebbe stato più giusto (…in un paese Civile) arrestarlo un anno fa?
E c’è ancora qualcuno che non crede che in Italia ci siano dei magistrati in grado di “condizionare” gli eventi e, quindi, di modificare la storia a loro piacimento!!!!
Giusto…c’è da dire, però: siamo sicuri che Emiliano e Vendola non sapevano nulla?
Secondo me nelle carte dell’indagine c’è qualcosa su Emiliano e qualche suo stretto collaboratore….
sul sole24ore scrivono che vendola avrebbe chiesto informazioni sulla validità degli atti amministrativi di una società del genero di tedesco…………….ma……..!