BARI – Pesce conservato male, specie comuni spacciate per filetto di cernia e prelibati frutti di mare la cui pesca è vietata. C’era un po’ di tutto tra gli oltre mille chili di prodotti marini sequestrati dai militari della Guardia Costiera in collaborazione con la squadra nautica della Questura.
I controlli, compiuti da 32 uomini, hanno riguardato i mercati ittici di Bisceglie e del porto vecchio di Bari, al molo Sant’Antonio. Tra i quasi 700 chili di Bisceglie e gli oltre 400 del capoluogo, il totale del pesce sottratto alla vendita è di 1180 chili per un valore di 17mila euro. Per le sei persone denunciate sono scattate multate multe per complessivi 25mila euro. Tra le accuse contestate, anche la frode in commercio: specie comuni di pesce venivano vendute come filetto di cernia, traendo in inganno gli acquirenti.
A Bisceglie il personale della Guardia Costiera ha sequestrato anche 27 chili di datteri, la cui pesca è severamente vietata in quanto deturpa i fondali marini.
Stessa sorte per 6 quintali di frutti di mare, 160 chili di novellame e altri cento di tunicati di mare.
n.t.



Questi controlli dovrebbero essere fatti molto piu’ spesso, perche’ se fatti di rado i signori pescivendoli ci sguazzano piu’ dei pesci nell’acqua.