Schittulli: “Nella sanità meno parole e più fatti”

30 ago 2010

Il presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli

BARI – Una lettera di 10 righe a firma del presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli, è stata inviata oggi agli omologhi delle altre 5 Province pugliesi.
L’oggetto riguarda il piano di rientro e riqualificazione del sistema sanitario pugliese con l’invito “a far pervenire, anche a mezzo email entro il 10 settembre 2010, eventuali osservazioni e proposte in merito al fine di redigere un documento unitario e sollecitare il presidente della giunta regionale, Nichi Vendola, e l’assessore regionale alla Sanità, Tommaso Fiore, a convocare il tavolo Upi-Anci-Regione per avviare un confronto dettagliato sul piano stesso e sugli interventi da attuarsi per ogni singola area territoriale e provinciale”.
Ma non è solo il piano di rientro e riqualificazione del sistema sanitario pugliese a sollecitare l’intervento del presidente della Provincia di Bari. L’urgenza è anche quella di porre fine alla querelle dell’Oncologico barese. “Una telenovela che dura dal 31 dicembre del 1999 che non trova soluzione”, dice fermo Schittulli a margine dell’incontro per la sigla del protocollo d’intesa volto ad assicurare a 200 alunni disabili del territorio il trasporto scolastico.
“Quello dell’Oncologico – prosegue Schittulli – è un quadro offuscato, per come lo vedo io, sia per i rapporti con il Policlinico, con l’Università, e poi con il nuovo San Raffaele nei confronti del quale, a 70 chilometri da Bari, si sono già reperiti 120milioni di euro”.
Di contro, riferisce sempre Schittulli, nel territorio non ci sono strumentazioni sufficienti per fare diagnosi adeguate lì dove c’è il sospetto ci siano patologie tumorali perché le Pet (la tomografia a emissione di positroni) sono insufficienti. “Nella sanità servono meno parole e più fatti”, aggiunge il presidente della Provincia. E il punto è anche un altro: evitare i doppioni e creare poli d’eccellenza per l’oncologia in Puglia dopo aver condotto un’attenta analisi delle necessità del territorio.
“In maniera provocatoria ho proposto di trasformare l’ospedale di Triggiano in polo oncologico per le malattie del sangue – prosegue Schittulli – Bari potrebbe diventare polo d’attrazione per la cura di altre patologie. Non si può essere tuttologi. Non esiste più il chirurgo generale. Ognuno punta a farsi operare dal migliore a seconda le specialità”.
Allora Schittulli propone: “Dobbiamo creare delle super specializzazioni. Si apra un dibattito pubblico a riguardo. Si inviti a un confronto la Regione, i presidenti delle Province e i sindaci, per analizzare le necessità del territorio”.
Donatella Lopez
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1 Commento a “Schittulli: “Nella sanità meno parole e più fatti””

  1. barinquarta scrive:

    Dott. Schittulli lei è avanti con i tempi.
    IN ONCOLOGIA LA GENTE DEVE FARSI NECESSARIAMENTE OPERARE DAL MIGLIORE, PURTROPPO NON CI SONO MARGINI DI ERRORE.
    Un medico non capace potrebbe buttarti giù nella fossa, anche se bisogna fare i conti con la stadiazione, per questo noi concordiamo con lei dott Schittulli, il chirurgo generico in oncologia forse è una figura che appartiene al passato. Ma forse fra i suoi colleghi lei è l’unico che si è posto il problema.

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