Sarà in Puglia la scuola di legalità e lotta alle mafie

2 set 2010

Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola

BARI – Una scuola europea di legalità in Puglia. Dall’anno prossimo parte la Summer school per contrastare la criminalità organizzata, con tanto di crediti formativi per gli studenti e una rete con le Università pugliesi. Obiettivo: estendere all’Europa la normativa sulla confisca dei beni appartenuti alle cosche mafiose, dato che solo tre su 27 Paesi la applicano.
Ad annunciarlo oggi, l’assessore alle politiche giovanili Nicola Fratoianni, nel suo bilancio sull’Ole (Otranto legality experience), una tregiorni di forum che si sta concludendo in queste ore nella città salentina. “Vogliamo fare della Puglia un territorio d’eccellenza”, ha spiegato Fratoianni, “perché l’appuntamento di studio di questa prima edizione possa diventare un evento fisso”. Sono 180 i partecipanti dell’edizione in corso, di questi, 70 sono stranieri. Al centro delle riflessioni, i rischi che la globalizzazione comporta dal punto di vista della criminalità organizzata. “Sappiamo che la mafia europea ha le sue propaggini in Andalusia, in Germania, fino in Australia e America Latina. Questo dobbiamo combattere”, rilancia il presidente della Regione Nichi Vendola. “Sono particolarmente orgoglioso che la Summer school nasca in Puglia. E non sarà, vi assicuro, un evento retorico o una sfilata di divi”. Per il presidente “è importante agganciare l’Europa che ha occhi per guardare perché la capacità dello sguardo è un fatto politico.
Quando il procuratore Antonio Laudati ci aiuta a ricostruire la visione dei fenomeni criminali in Puglia – continua Vendola – lo fa offrendoci la visione d’insieme, il mosaico e non i piccoli tasselli. Ecco occorre su questi temi uno sguardo lucido”.
D’altronde i numeri parlano chiaro: il 41% delle proprietà immobili al Sud sono sotto ipoteca finanziaria, e questo blocca l’attività imprenditoriale. “Dobbiamo costruire il presente e non pensare alla criminalità in termini di passato remoto”, commenta il presidente di Flare, Michele Curto. “Facciamo qualcosa per rendere più libere le cooperative”, asserisce Vittorio Agnoletto, coordinatore dell’Ole, e gli fa eco don Luigi Ciotti (presidente di Libera), anche lui in conferenza, “sarà una sfida culturale, serve una convivialità delle differenze”. Il messaggio di don Ciotti è quanto mai chiaro: “Lo Stato dia di diritto ciò che la mafia concede come favore”.
Ida Galise
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