Rimosso il divieto, tutti in spiaggia

20 lug 2012

Lido San Francesco

BARI – Il divieto di balneazione che da martedì si è abbattuto sul litorale nord di Bari su lungomare IX Maggio (a partire dallo stabilimento balneare Adria) e lungomare Starita (in prossimità del ristorante Antica Santa Lucia) è stato revocato. Questa mattina l’Arpa ha comunicato l’esito delle analisi condotte il 17 e il Comune ha emanato una nuova ordinanza. Questatre giorni di stop non è andato giù ai baresi che dubitano della genuinità della procedura. Senza voler scomodare la fluidodinamica il dubbio aleggia tra i bagnanti e ogni illazione diventa plausibile. “Non è la prima volta che il Comune impone questo divieto, che sia qui oppure a Pane e Pomodoro è abbastanza strano che sino ad un tratto il mare è inquinato subito dopo no. Come può essere possibile” lamenta Sergio Loiacono, bagnante di San Girolamo. Dello stesso avviso è Rina Amoruso “Come mai il divieto è stato imposto da lido Massimo a San Francesco e subito dopo no?. Personalmente non dubito della veridicità dell’ordinanza, se l’Arpa dice che il mare è inquinato ci credo, ma non mi sembra equo e possibile immaginare che subito dopo San Francesco il mare sia pulito”. La signora Amoroso è una bagnante del lido Adria “io ci vado ogni giorno e prima dell’ordinanza il mare era sporco, pieno di piatti di plastica e rifiuti alimentari, inizialmente ci avevano detto che era stata una nave che involontariamente aveva scaricato petrolio e cibo in acqua, dopo hanno detto che il problema riguardava la fogna”. Le voci sembrano un unico coro, per Lorenzo Amoruso “come può essere che l’inquinamento sia circoscritto solo a quell’area? Subito dopo lido Massimo c’è circa un chilometro di spiaggia libera dove non c’è nessun divieto, è possibile?”. A lasciare perplessi i bagnanti c’è anche la questione della multa “chi si fa il bagno nonostante l’ordinanza, ha una multa di duecento euro. Saranno fatti miei se voglio fare il bagno o no. Senza contare che per un adulto è facile rispettare il divieto, ma per i bambini lo è un po’ meno. Mia figlia, che ha due figli, è restata a casa in questi giorni”. L’ordinanza comunale che martedì 17 ha imposto il divieto di balneazione, parla di “risultati in gran parte legati alle condizioni meteo-marine degli ultimi venti giorni; infatti, il lungo periodo di mare calmo e le elevate temperature che hanno contraddistinto le acque superficiali possono avere contribuito al mantenimento di una carica microbica delle acque oltre i limiti stabiliti dalle norme. Si presuppone comunque che, grazie al maestrale di questi giorni, la normale situazione di balneabilità si ripristini in breve tempo, configurando l’evento come inquinamento di breve durata”. Ed è proprio sulla questione del maestrale che si sollevano ulteriori dubbi “tutti sanno che a Bari il maestrale non ripulisce l’acqua ma il mare” sostiene Giuseppe Fanelli. Qualcuno sostiene addirittura che il mare non sia inquinato “i gestori dei lidi interessati hanno deciso di fare le analisi dell’acqua per proprio conto, per capire se realmente i colibatteri fecali superano i limiti imposti dalla legge”.

Barbara Facchini

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