Rifiuti a Molfetta: compostaggio al palo

26 apr 2010

 

L’impianto di compostaggio Mazzitelli in contrada Terre di Pettine

 

MOLFETTA – Bene il potenziamento della raccolta differenziata attraverso la raccolta porta a porta dell’umido, male l’incertezza sulla riattivazione dell’impianto di compostaggio ex Mazzitelli. Contiene una promozione e allo stesso tempo una bocciatura, l’interrogazione consiliare firmata Gianni Porta sul destino dell’impianto di proprietà comunale realizzato per trasformare i rifiuti in “compost” (prodotto per l’agricoltura). 
L’esponente di Rifondazione Comunista chiede chiarimenti all’amministrazione comunale circa lo stato di avanzamento delle procedure burocratiche che dovrebbero portare alla ristrutturazione di questo impianto che sorge in contrada Torre di Pettine e alla sua rimessa in funzione. Anche perché “ai danni paesaggistici (il fabbricato sorge a pochi metri da due chiesette del ‘700 e ‘800), ambientali e economici, si deve sommare la precaria situazione degli impiegati, ad oggi senza lavoro” ricorda Porta che giudica “di segno positivo” la decisione della giunta di potenziare la raccolta differenziata. 
“Approfittiamo dell’occasione per rimettere al centro della discussione e all’attenzione della cittadinanza un problema annoso che rischia di vanificare la ripresa della raccolta dell’umido” dice il consigliere comunale di Rifondazione Comunista sottolineando come “nell’arco di quasi un ventennio l’impianto è stato attivo soltanto per alcuni mesi ed è fermo dal sequestro del settembre 2004 e, nonostante ci sia stato un giudizio arbitrale che ha disposto la restituzione dell’impianto di compostaggio al legittimo proprietario cioè al Comune, ad oggi l’impianto non è ancora nelle disponibilità dell’amministrazione. Ora, considerato che la riattivazione dell’impianto – possibile grazie ai 2.300.000 di euro di finanziamenti messi a disposizione dall’ultima giunta Divella sin dall’aprile 2009 – potrebbe determinare un ritorno economico per i bilanci del Comune e che la sua mancata attivazione limita significativamente la crescita della raccolta differenziata, chiediamo quali iniziative siano state messe in campo per riottenere un bene della collettività. Tra l’altro – conclude Porta – raccogliere l’umido e poi conferirlo in discarica oppure presso impianti di compostaggio privati per il contribuente non sarebbe certo un guadagno”. 
Per Rifondazione comunista la riapertura dell’impianto porterebbe benefici anche in termini occupazionali grazie alla “possibilità di reinserimento lavorativo” degli ex operai che in quella struttura hanno lavorato in passato. L’interrogazione di Porta mira anche a fare chiarezza sui programmi di gestione futura dell’impianto che ha in serbo l’amministrazione comunale.  
p.mon.
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