
La sede della Procura. Proprio accanto, in direzione via Buozzi, c’è il suolo con gli scavi realizzati anni fa e mai completati
BARI – Una telenovela senza fine. La questione dell’accorpamento degli uffici giudiziari a Bari si trascina da oltre 20 anni, “ma in tutto questo tempo – dicono gli addetti ai lavori – le autorità preposte non solo non hanno risolto la situazione ma l’hanno nettamente peggiorata, sparpagliando gli uffici ai quattro angoli della città”.
La sentenza con cui il Consiglio di Stato definitivamente ha dato ragione all’impresa Pizzarotti nel lungo contenzioso con il Comune di Bari pone una serie di interrogativi che restano senza risposta. E si fa strada una nuova questione, un’altra puntate dell’interminabile telenovela degli uffici giudiziari: gli scavi per le fondamenta di un palazzo realizzati accanto all’attuale sede della procura di Bari invia Nazariantz. E davanti, un cartellone indicante lavori che però non sono stati mai completati o, secondo alcuni, modificati in corso d’opera.
A parere di Ettore Bucciero, avvocato, già senatore di Alleanza nazionale, dalla sentenza emessa dal giudice di primo grado Rosa Calia Pinto il 16 gennaio 2006 si rileva che i costruttori Mininni, quelli che hanno realizzato il palazzo della Procura, “ricevettero dal Comune di Bari un suolo confinante con un altro dei costruttori sottoscrivendo un contratto di permuta nel 1992 per il quale si impegnarono a costruire un palazzo da cedere al Comune per le necessità del quartiere Libertà”. In tutto i Mininni avrebbero dovuto dare al Comune, secondo la Di Pinto, 2300 metri quadrati di superficie. “Quel palazzo però – fa notare Bucciero – non si è mai visto. Inoltre nonostante io abbia chiesto più volte spiegazioni sulle ragioni per le quali il Comune stesso non ha mai intentato causa ai Mininni per ottenere il risarcimento, nessuna ha dato risposta”.
Ma c’è un’altra tesi. Sembra che ai Mininni, che stavano procedendo per costruire gli uffici comunali qualcuno “altolocato” abbia fatto sapere che occorrevano nuovi spazi per gli uffici giudiziari. Lì accanto, quindi, i costruttori avrebbero dovuto realizzare l’aula protetta e altre volumetrie al servizio del tribunale penale.
Poi a sarebbero arrivati i problemi giudiziari, e i lavori si sarebbero interrotti.
Ma il “giallo” sugli scavi dà l’occasione a qualcuno per lanciare una proposta: sul terreno confinante con la Procura realizziamo solo uffici giudiziari, oltre all’aula protetta. In tal modo al Palagiustizia di piazza De Nicola si possono liberare moltissimi spazi.
Sufficienti al giudice di pace? Forse.
r.c.


