Protesta degli universitari, “tre buoni risultati”

19 mag 2010

Il rettore Corrado Petrocelli

BARI – Dopo una occupazione di circa 8 ore, i cancelli chiusi con le catene e una folla di studenti fuori dagli ingressi, finalmente l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro è tornata un “luogo pubblico, aperta al pubblico”.
Centinaia di studenti trincerati all’interno delle mura universitarie chiusi in assemblea, il rettore Petrocelli in piazza Umberto I assieme ai suoi collaboratori e a tutti gli impiegati. Verso le 14, grazie ad una mediazione propositiva da parte di un gruppo di studentesse di Psicologia, si sono aperte le porte al dialogo, in un grande incontro che ha visto radunati nell’atrio di via Crisanzio, i vertici delle istituzioni universitarie, professori, dipendenti, ricercatori, e studenti, tutti insieme per un confronto propositivo.
Il rettore ha così dato le sue risposte.“Il sistema universitario è sotto attacco da oltre due anni, con un accanimento forte della stampa ed un’opinione pubblica che ormai pensa che ciò che si faccia non va bene. E’ necessario che la parte sana emerga per dimostrare che quel poco che abbiamo lo produciamo bene”.
Sino a quando non ci sono stati i tagli – sostiene Petrocelli – la barca ha retto, grazie anche alla politica di contenimento delle spese che è stata portata avanti”.
Sull’aumento delle tasse, Petrocelli ha promesso che non sarà superato il venti per cento dell’Ffo per le tasse universitarie, anche se “ho scoperto che esiste un regolamento che determina un aumento delle tasse già approvato in consiglio di amministrazione ma che fu congelato per monitorare l’andamento dell’Università, andamento che solo ora possiamo davvero valutare. Ad oggi è stata solo ripresa quella delibera”.
Alla richiesta degli studenti di considerare seriamente l’Altraproposta, Petrocelli ha convocato questa mattina la commissione Tasse con lo spefico obiettivo di valutare “una contemperazione tra la vostra proposta e quella già in vigore”.
Infine, il rettore ha garantito agli studenti l’elaborazione di un percorso di assemblee per discutere e coordinare il documento finale sul ddl Gelmini che l’Università degli studi di Bari, presenterà al ministero.
Stefania Ferrante
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