BARI – “Piano di rientro? No, grazie, o almeno in parte”. La Cgil di Puglia, scettica nei confronti del provvedimento presentato dall’assessore alla Salute, Tommaso Fiore, questa mattina, ha discusso le alternative da portare al tavolo di confronto chiesto al delegato di Vendola che si è reso disponibile a parlarne. Si sono valutate possibili soluzioni e variazioni da apportare al Piano.
“Il Piano di rientro imposto alla Puglia dal Governo Nazionale – apre al segretaria Luigia Navarra – appare come un’operazione penalizzante e vessatoria dettata da un rigore eccessivo e peraltro non giustificato, se si considera che la situazione di bilancio della Puglia non è la stessa di altre regioni”. Secondo la sindacalista, quindi, “lo sforamento del Patto di stabilità viene fatto pagare ai cittadini pugliesi in maniera irragionevole, peraltro costringendoci a concentrare i tagli alla spesa sulla prima annualità del triennio 2010-2012, invece che spalmarli su tutto il periodo per evitare un impatto eccessivamente traumatico”.
Ma, a parte questo, la Cgil ora si concentra sulle operazioni e i provvedimenti messi in campo della Giunta. La confederazione reputa “non convincenti” le soluzioni adottate: “C’è un rapporto squilibrato dei tagli fra pubblico e privato, oltretutto perché privo di indicazioni e impegni sul rafforzamento delle strutture sul territorio”. Infatti, nel primo Piano di Riordino si decise di organizzare piccoli presidi locali come distretti, poliambulatori, residenze assistite, assistenza domiciliare capaci di rappresentare una valida alternativa alla prestazione ospedaliera. La Navarra spiega: “Per questo nel tavolo permanente che abbiamo proposto a Fiore chiediamo la partecipazione anche dei dirigenti delle Asl perchè la razionalizzazione ci può anche stare ma deve essere fatta con criterio e tutti i tasselli devono andare a posto. Anche l’ipotizzata conversione di alcune strutture ospedaliere in ‘casa della salute – continua – non è circostanziata da una specifica progettualità che indichi tempi e modi per la realizzazione”.
E ancora, tagli dei posti letto, che “di sicuro non rappresenta lo strumento più idoneo per sostenere il necessario riordino della rete ospedaliera”, e turn over: “Il blocco nella dimensione prevista, oltre che incidere sull’occupazione, rischia di compromettere la tenuta del sistema”.
Così, la Cgil di Puglia ritiene che “non vengono fornite ai cittadini rassicurazioni rispetto alla riduzione dei tempi delle liste di attesa e che finiscono per rappresentare un incentivo al ricorso al ricovero in strutture ospedaliere”. Spesa farmaceutica: “E’ insostenibile e assolutamente da respingere l’istituzione del ticket sulle ricette”. Così la Navarra suggerisce “di intervenire sul prontuario, sulla negoziazione dei prezzi, sul coinvolgimento dei medici di base, introducendo meccanismi di disincentivazione alla prescrizione”.
Per tutto questo il sindacato è pronto ad avviare da autunno una campagna di informazione e mobilitazione di lavoratori e pensionati a sostegno di proposte e soluzioni”.
ant. faz.


