Niente stipendio per gli addetti alla riabilitazione in acqua

10 apr 2010

La riabilitazione in acqua fatta in una piscina

 

BARI – Sono senza stipendio da giugno scorso i 6 dipendenti, e le relative famiglie, della Cooperativa Sphera che, proprio dallo stesso periodo, hanno subito la sospensione del servizio di riabilitazione in acqua che portavano avanti dal 2005.
La situazione la spiega a Barisera l’amministratore della cooperativa Nicola Marzano. Parte con quello che è successo 5 anni fa, nel 2005, quando, dopo aver risposto al bando regionale, “l’ente è risultato vincitore della gara d’appalto prendendo così in gestione la piscina di Alberobello, ex Asl Bari 5”. E intanto, altre due, in tutta la provincia, quella di Toritto, e quella del C.t.o. di Bari funzionano diversamente. La prima “non è mai stata aperta”, mentre quella del capoluogo pugliese “ha avuto qualche problema”.
La gestione della piscina di Alberobello è andata avanti “bene” fino al 2009 ma dal 2007 si sarebbero verificati già alcuni problemi con l’accorpamento delle Asl Bari: “La nostra gestione, dal 2005, veniva rinnovata ogni anno fino al 2009, quando la Regione ha pensato bene di indire una nuova gara a ribasso che, tramite i nostri legali, abbiamo fatto annullare. Dal 2007, invece, con l’accorpamento delle Asl e l’arrivo dell’ex manager Lea Casentino, le cose si sono leggermente inclinate”. Pare infatti che l’ex direttore generale avesse “promesso, già 3 anni fa, delle cose che probabilmente non ha potuto mantenere”. Non si nasconde Marzano quando sottolinea che poi, con il nuovo dg Nicola Pansini le cose sono peggiorate: “Non riusciamo a parlare con lui. Noi chiediamo solo un tavolo di concertazione per poter discutere della situazione”. Tutti latitano, a quanto pare, anche l’assessore (ancora in carica) della Sanità, Tommaso Fiore: “Abbiamo sollecitato l’urgenza, anche perché da giugno i nostri utenti (una media di 800 all’anno – ndr) non possono godere dei nostri servizi. Forse l’assessore ha sottovalutato l’urgenza”.
La situazione, quindi sarebbe abbastanza grave e complessa: “Vorremmo solo che la Regione o la Asl ci ricevessero per poter parlare della situazione. Noi – conclude Marzano – siamo disposti a continuare a lavatore fino alla prossima gara d’appalto”. Però, prima di tutto, “dobbiamo avere i nostri stipendi”. Quindi il suggerimento: “Siamo disponibili all’internalizzazione anche perché il servizio che la nostra cooperativa esplica è uno dei più accreditati”.
Antonella Fazio
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