PALESE – Come un fulmine a ciel sereno, nel pieno della calura di agosto, i tifosi palesini hanno appreso la notizia del trasferimento della gloriosa società calcistica “Libertas Palese”: De Lucci ha deciso di giocare a Bitonto. Le ragioni le ha spiegate il numero uno della società in un’intervista al giornale telematico Bitonto Live. “Ho tanta voglia di fare calcio ad alti livelli, ho tanto entusiasmo e, allo stesso tempo, la consapevolezza di dover andare avanti a piccoli passi, senza strafare” ha dichiarato De Lucci, che si aspetta un sostegno deciso, convinto e corretto da parte dei tifosi, che puntualmente dovranno rappresentare il dodicesimo uomo in campo. “Fare calcio in una piazza grande come Bitonto – ha proseguito – è ovviamente molto diverso da lavorare nella tranquillità di una zona come Palese. Io non sono un voltagabbana, ma ho l’ambizione di restare nel mondo del calcio a lungo e, se è possibile, di arrivare a buoni livelli”. Ha poi ringraziato tutti quei tifosi palesini che lo hanno sostenuto in questi anni.
La Libertas Palese era nata ufficialmente il 10 ottobre del 1994 su iniziativa di un allenatore federale, Domenico Chieppa coadiuvato dal primo presidente, Piero La Saracina. I due emeriti cittadini volevano contribuire a far ridiventare la piazza di Palese quella fucina calcistica che negli anni precedenti aveva sfornato fior di campioni come Di Liso, De Palma, Bigica e Lorenzo Amoruso che hanno rappresentato per anni motivo di soddisfazione e di orgoglio per i tifosi palesini. L’iniziativa nel corso degli anni ha avuto un riscontro altamente positivo tanto che la Libertas Palese è riuscita a raggiungere un traguardo prestigioso, il campionato regionale pugliese di promozione, un obbiettivo mai raggiunto da nessun’ altra squadra locale.
L’attuale Dirigenza è composta dal Presidente Antonio De Lucci, dal Vice Presidente Giuseppe Milella, il Direttore Generale Carlo Di Bari, il direttore sportivo Pierluigi De Lorenzis, il segretario Damiano Lorusso, l’allenatore Lele Loconsole, il responsabile del settore giovanile Carlo Cianciotta, Domenico Manuto. A Palese, molti tifosi sono rimasti profondamente delusi da questo abbandono della società calcistica dal territorio, la Libertas Palese era diventata un simbolo di riscatto per un territorio abbandonato da tempo dalle istituzioni. Il calcio che conta era una splendida realtà e la Libertas era il biglietto da visita della prima circoscrizione in tante comuni pugliesi. Ma, realisticamente è da sottolineare come molti fattori hanno probabilmente influito sulla scelta da parte della dirigenza della Libertas di trasferrsi a Bitonto che, ricordiamo, non aveva più una squadra di calcio di grande livello visto che la U.S. Bitonto era fallita dopo aver raggiunto il campionato di serie D. La scarsa affluenza di tifosi alle partite interne della Libertas Palese è stata una costante in tutti i campionati disputati dalla terza alla prima categoria e oltre a mancare il classico dodicesimo uomo in campo, è mancato anche quel minimo apporto finanziario, vitale per una piccola società calcistica. Il campo sportivo è stato la vera pietra dello scandalo, la prova concreta dell’abbandono delle istituzioni, in testa il Comune, nei riguardi delle esigenze della Libertas in primis ma anche di tantissimi sportivi piccoli e grandi. Un terreno di gioco da terzo mondo pieno di avvallamenti e duro come la pietra, pieno di polvere in alcuni momenti tanto da rendere irrespirabile l’aria anche ai piccoli calciatori delle varie scuole di calcio. Spogliatoi inadeguati ed igienicamente incompatibili con le norme previste, una recinzione esterna al terreno di gioco inadeguata e secondo alcuni, pericolosa per l’incolumità dei giocatori, una tribuna per gli spettatori inadeguata e tanti altri problemi che l’Amministrazione comunale si guarda bene da voler risolvere. La promessa di un nuovo campo da parte dell’amministrazione comunale in zona ex-canile con un project financing che si sta rivelando una grande bufala.
Un terreno di erba sintetica promesso da anni, ma mai realizzato e, che secondo alcuni, non sarà mai realizzato oltre agli scarsi contributi economici da parte delle istituzioni concessi di tanto in tanto.
Gaetano Macina


