La biodiversità barese

5 giu 2010

Alcuni banchetti presenti alla giornata mondiale della Biodiversità

BARI – Una intera giornata per parlare di biodiversità a tutti i livelli. Orti cittadini, prodotti agricoli biologici a chilometro zero, saponi realizzati recuperando gli olii esausti.
Un mondo che oggi, nella giornata mondiale della biodiversità, è racchiuso nella facoltà di Agraria, al Campus, dove è possibile visitare l’orto botanico e durante le quattro sessioni mattutine, ammirare il “Wed 2010: molte specie, un pianeta, un futuro”, le “Porte aperte all’ambiente”, le “Foto per il Wed 2010” e infine i “Corti per il Wed 2010”.
Nei viali del campus si possono apprendere i meccanismi con cui operano i gruppi di acquisto solidale, con la possibilità di aderire a quello barese “Eco, bio, equo”, oppure conoscere alcuni attrezzi e utensili della storia contadina, come un Tagl’ utilizzato nella Murgia nel ‘700 per segnare le giornate di lavoro dei contadini, con due bastoncini di ferula che al termine di ogni giornata venivano “tagliati” e a fine mese, il contadino e il datore di lavoro portavano la propria parte per contare le giornate lavorative.
Oppure, il pegno d’amore che i pastori donavano alla donna amata. Un galletto di legno, con un timbro sulla base, che serviva per timbrare il pane. Consegnandolo alla donna amata, con un “timbriamo il pane insieme” era un invito a trascorrere tutta la vita insieme. Alla giornata mondiale della Biodiversità hanno preso parte anche gli studenti dell’istituto alberghiero di Castellana Grotte che, durante tutto l’anno hanno raccolto olii esausti, per poi trasformarli in sapone. Di tutte le fogge e colori, rigorosamente naturali. Ancora, nei viali il Wwf, Greenpeace, la Cia, la Coldiretti e tutte le altre associazioni direttamente impegnate nella tutela della natura e della biodiversità. Durante la giornata anche la cerimonia di conferimento della laurea honoris in “Scienze del Territorio e dell’Ambiente agro-forestale” causa al regista Ermanno Olmi, consegnata direttamente dal rettore Corrado Petrocelli.
Barbara Facchini
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