Interramento binari, nulla di fatto

18 feb 2012

Un corteo di protesta per il mancato interramento dei binari

SANTO SPIRITO – Ci hanno scippato l’interramento  dei binari. E’ veramente arrabbiato Carlo Cirasola segretario locale del Segretario aziendale Diccap Dipendenti Regione Puglia che denuncia pubblicamente lo “scippo ferroviario” ai danni di Palese e Santo Spirito attuato dai due compagni di merenda, Minervini e Sannicandro, così li definisce Cirasola, con la complicità di Emiliano e Vendola. Non risparmia nemmeno i consiglieri circoscrizionali locali che, a suo dire, sono rimasti sordi e ciechi negli ultimi dodici mesi di fronte a questo scandalo attuato a danno dei loro elettori-rappresentati. Essere presi in giro da chi dovrebbe tutelarci è una cosa che non sopporto, racconta Cirasola, e fa la cronistoria della questione.  Nel 2006 l’allora ministro dei trasporti Antonio Di Pietro annunciava la disponibilità di circa 400 milioni per l’opera, poi un susseguirsi di piani di pre-fattibilità e di fattibilità con conferenze stampa, presentazione dei progetti in consiglio comunale ed alla Prima Circoscrizione, il tutto coordinato dall’Assessore regionale ai trasporti Loizzo. All’inizio del 2009 un nuovo progetto preliminare diventa realtà quando viene istituita un’apposita conferenza di Servizi riguardo il riassetto ferroviario per  l’interramento dei binari, la soppressione dei passaggi a livello e tre nuove fermate per un investimento di circa 800 milioni di euro. A conclusione della stessa il presidente Vendola dichiarò con toni trionfalistici che  il progetto preliminare diventava realtà e in quel momento si avviavano le procedure formali per la realizzazione di un’infrastruttura indispensabile per lo sviluppo di tutta le Regione”. Il progetto preliminare, elaborato dalle società del Gruppo FS, Italferr e Rete Ferroviaria Italiana, era articolato in due interventi. Il primo, a nord di Bari, prevedeva l’interramento dei binari tra Bari Santo Spirito e Palese (circa 6 km) e la realizzazione della nuova stazione di Bari Smistamento, con la soppressione di 7 passaggi a livello quasi tutti in ambito urbano. Il secondo momento del riassetto, a sud di Bari, comprendeva invece la realizzazione di una variante della linea ferroviaria (circa 10,5 km) tra Bari Centrale e Bari San Giorgio.  Per dovere di cronaca ricordiamo i precedenti progetti di prefattibilità erano stati elaborati dalla Società Proger di Pescara. Nello stesso anno l’Autorità di Gestione Programmi Europei e Nazionali Reti e Mobilità del Ministero delle infrastrutture e trasporti in data 16 Giugno 2009  Prot. 0006650 decretò  l’ammissibilità  a finanziamento a valere sul PON Reti e Mobilità 2007/2013 di trentuno progetti. Tra questi al punto 17 “Nodo di Bari –Bari Nord (interramento tratta S. Spirito Palese) e Bari Sud (Bari Centrale-Bari S.Giorgio) per un importo di 395 Milioni di Euro”. In data 31 Marzo 2010 continua Cirasola, Minervini  dichiarò, durante un’assemblea pubblica a Palese, che per l’interramento a Palese e S. Spirito vi erano problemi finanziari e tecnici; Rfi nel suo progetto presentato in Regione per pochi intimi,  prevedeva l’abbattimento di ben 70 case, un progetto, dice Cirasola diverso da quello precedente, commissionato  dalla Regione alla Proger di Pescara che ne prevedeva una decina. Minervini spiegò la diversità di finanziamento dei due interventi Pon (Japigia) Fas (Palese-S. Spirito) ma non le ragioni  per assegnare  ad uno i Pon, disponibili subito, per Japigia anziché all’altro intervento. Diversi mugugni sottolinearono quest’ultimo passaggio di Minervini che, comunque si è impegnò ad organizzare un tavolo di confronto con Rfi insieme a tecnici locali, prof. Civitella e Circoscrizione per modificare il progetto preliminare che prevedeva l’abbattimento di 70 case.  L’impegno poi si è rivelato una promessa da marinaio. Ad ottobre 2011, continua Cirasola, fu firmato il protocollo d’intesa tra la Regione Puglia, il Comune di Bari, Ferrovie dello Stato, Ferrovie Appulo Lucane, Ferrovie Bari Nord, per il riassetto del nodo ferroviario di Bari e la riqualificazione urbanistica delle aree liberate dai binari (Bari Sud). Nell’occasione, continua il sindacalista, il sindaco di Bari dichiarò che l riassetto del nodo ferroviario  significava  ricucire Bari  tagliata in due dai binari, e ridisegnare il cuore della città, migliorando il trasporto pubblico con gli scambi intermodali, i collegamenti pedonali, e aumentando i servizi, i parcheggi e le aree a verde.  Si tratta di un passaggio importante, diceva ancora il sindaco, che ci permetterà di bandire entro l’anno il concorso internazionale di progettazione per riutilizzare al meglio e riqualificare degli spazi fondamentali per la città”.  Lo confermava anche l’Assessore Sannicandro affermando  che, le aree liberate dai binari sarebbero state destinate in futuro a nuovi usi urbani. Per questo il Comune di Bari aveva  elaborato dei grafici, allegati al protocollo d’intesa sopracitato, in cui venivano individuati tali spazi.  L’obiettivo del concorso era la redazione di un master plan, e del relativo piano di fattibilità economico-finanziario, che avrebbe consentito la ricucitura dei quartieri Libertà, Murat e Madonnella, con Picone, Carrassi e San Pasquale. Nessun riferimento a Palese e S. Spirito” che sicuramente non appartengono al Comune di Bari e non hanno problemi ferroviari, commenta polemicamente Cirasola. “A fronte di decine di morti nel tratto Palese S. Spirito, l’ultimo risale a pochi mesi fa a Catino, i nostri amministratori privilegiano l’intervento a Japigia, è vergognoso afferma Cirasola, il mattone vale più della vita”.

Gaetano Macina

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2 Commenti a “Interramento binari, nulla di fatto”

  1. FILIPPO scrive:

    Mi pare sintomatico il fatto che il presidente protempore Diliso sulla questione interramento fà il morto.
    Sarebbe bello sentire una volta per tutte una sua CHIARA posizione sulla questione.

  2. nino scrive:

    Nel nostro paese c’è un problema antico e mai risolto. Ogni qual volta si arriva con notevoli sforzi ad ottenere un finanziamento per opere infrastrutturali necessarie alla collettività, oltre che ad assistere a farragginose traversie burocratiche e politiche, bisogna anche sottostare a scippi e dirottamenti di quanto finanziato a favore di altri scopi non sempre giustificabili perpetrati a danno della collettività, e spesso a favore di situazioni meno importanti, tranne che per coloro che a vario titolo ne siano interessati. Eppure sembrerebbe l’uovo di Colombo, ma una soluzione per ovviare a tutto questo ci sarebbe, basterebbe commissariare l’intera opera fin dalla sua approvazione con una commissione che ne curi l’intero iter, dal finanziamento alle gare fino alla completa realizzazione. Non è il massimo della fiducia e me ne rendo conto, ma possiamo ancora in Italia, visti i precedenti permetterci di tenere ancora i “lupi” a guardia della pecora?

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