Il nuovo palazzo della Regione è d’oro

6 set 2010

Un momento della posa della prima pietra lo scorso 21 giugno della nuova Cittadella della Regione Puglia con Matarrese, Vendola, monsignor Cacucci e Schittulli

BARI – Sentimenti di ‘odio’ e ‘amore’ dividono la Regione Puglia su progettisti e progetto della nuova sede in via Gentile 8, a Japigia. Sì, perché se da una parte il governatore, Nichi Vendola, ha portato avanti l’appalto sulla base del progetto dello studio romano Valle, in Rti con i progettisti Angelo Damiani Sticchi e Domingo Sylos Labini, che ha raggiunto il costo ‘stratosferico’ di 47,2 milioni di euro (esclusi gli 87 milioni per il solo nuovo Consiglio) – rispetto ai 40 milioni definiti nel bando di gara -, dall’altra la Regione stessa si è costituita parte civile nel processo d’Appello contro i funzionari della Regione e il progettista Sticchi Damiani (i primi assolti il secondo condannato in primo grado) per presunti illeciti nell’affidamento della progettazione, deliberato a suo tempo dalla Giunta guidata da Raffaele Fitto.
Un tira e molla poco chiaro quello della Regione, la quale da una parte evidenzia un presunto malaffare dietro quell’attribuzione e dall’altra, invece, porta avanti il progetto, fino a posare, con tanto di cerimonia, la prima pietra lo scorso 21 giugno.
Il progettista Sticchi Damiani è imputato, tra gli altri, con Salvatore Sansò, ex responsabile del procedimento dell’appalto (gli succederà Armando Serra), ed Emanuele Giordano, funzionario regionale, per concorso in falsità materiale e ideologica. Ma non si tratta dell’unica vicenda giudiziaria. Il pm Renato Nitti, infatti, si è domandato come mai il progetto dello studio Valle della nuova sede del Consiglio regionale, che comportava un investimento iniziale di 39,5 milioni di euro, sia arrivato nel 2010 a costare 87 milioni. Su questo punto la Procura ha aperto una nuova inchiesta. Secondo indagini (partite nel 2003) del pm – oggi componente del Csm -, Roberto Rossi, il costo dell’opera era stato “artatamente compresso al sol fine di vincere l’appalto”.
La prima inchiesta e l’iter amministrativo
Secondo il pm Rossi, ci sarebbe stato un presunto accordo illecito.
Nel 2003 apre un fascicolo per presunte irregolarità nell’affidamento della ristrutturazione dell’ex Centro servizi in via Gentile 8, da adibire a sede degli uffici della Giunta regionale per 550 unità lavorative. I funzionari regionali Armando Serra, Mauro Mezzina e Francesco Sannicandro (assolti in primo grado), avrebbero favorito il progettista Sticchi Damiani, riferimento barese dello studio romano Valle. L’appalto in questione prevedeva lo stanziamento di 13 milioni 612mila euro. Il 29 aprile 2004, però, il valore dell’appalto viene modificato. L’aumento degli assessorati comporta un inevitabile aumento di dipendenti. Così si rende necessaria la costruzione di un ulteriore edificio (oltre la ristrutturazione dell’ex Centro servizi), aumentando i costi a 32 milioni 482mila 485 euro.
L’intero progetto, così, viene diviso tra due staff di progettisti: il primo, quello relativo alla ristrutturazione dell’ex Centro servizi, ai progettisti Sticchi Damiani e Sylos Labini; e il secondo, relativo al nuovo edificio, ad uno staff di ingegneri della Regione, capeggiati da Emanuele Giordano. Qui, però, sorgono i problemi. La costruzione del nuovo edificio, infatti, comporta una modifica dei costi. Ma non solo, perché il progettista Sticchi Damiani, intercettato dai carabinieri, spiega al responsabile del procedimento Sansò, che sarebbe lo stesso Fitto a volere che l’intero progetto fosse gestito dallo studio Valle.
I presunti illeciti
L’8 marzo 2004 Sansò incontra nel suo ufficio il progettista Sticchi Damiani, il quale afferma che “sabato sono stato dal presidente (Fitto, ndr) (…) mi ha detto tu con la parte esclusivamente amministrativa falla fare allo studio di Ernesto, non voglio, mai sia, su questa cosa inciampi”.
Ernesto non è altro che l’avvocato Ernesto Sticchi Damiani, fratello del progettista. In sostanza, il legale predispone, nel suo studio professionale, la bozza della delibera che, da una parte permetterà la lievitazione dei costi, e dall’altra favorirà i progettisti Sticchi Damiani e Sylos Labini. Come? Affidando loro l’incarico di consulenti dello staff di ingegneri, impegnati nella progettazione del secondo edificio. Incarico, come si vedrà più avanti, che permetterà di avere “la più remunerativa” progettazione definitiva del secondo edificio e la direzione di tutti i lavori.
“Dobbiamo blindare Raffaele – dice il progettista Sticchi Damiani a Sansò – (…) mio fratello…hanno lavorato per una settimana su questa cosa”. In pratica, secondo gli investigatori, “il progettista suggerisce al dirigente che la documentazione da lui consegnata contiene la motivazione attraverso la quale la Giunta potrà (oltre che aumentare i costi, ndr), attraverso una consulenza, affidare loro anche la progettazione esecutiva del nuovo edificio, oltre che la ristrutturazione dell’ex Centro servizi”.
L’iter amministrativo delle progettazioni, infatti, è diviso in due parti: la progettazione definitiva e la progettazione esecutiva. Attraverso la consulenza i progettisti Sticchi Damiani e Sylos Labini possono predisporre il progetto esecutivo e, in un secondo momento, anche l’intera direzione dei lavori. Tutto questo viene spiegato dal progettista Sticchi Damiani al funzionario regionale Sansò e registrato dai carabinieri.
Ma il primo ostacolo da superare è l’attribuzione della consulenza. Per la Procura, ci riescono aggirando “la gara pubblica” per l’affidamento della consulenza, stabilendo “un compenso forfettario di 90mila euro (…) compenso artatamente stabilito al di sotto della soglia comunitaria al fine (…) di procedere all’affidamento a mezzo di trattativa privata”. Questo il contenuto della bozza, preparata ad hoc dallo studio legale Sticchi Damiani, che il 29 aprile 2004 diviene delibera di Giunta. Ma la Procura si accorge del presunto “guacchio”. “La consulenza sulla progettazione esecutiva – scrive l’inquirente – ha una malcelata prospettiva: la molto più remunerativa direzione dei lavori (con guadagni fino a 4 milioni di euro invece di soli 90mila, ndr)”, che nei fatti sarà assegnata.
Ivan Cimmarusti
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1 Commento a “Il nuovo palazzo della Regione è d’oro”

  1. francesca scrive:

    Sei un segugio! bravo ivan!!!

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