
Lorenzo Ornaghi, dal 16 novembre 2011 è Ministro per i Beni e le Attività Culturali del governo Monti
Il commissariamento del Teatro Petruzzelli sembra essere diventato una sorta di spauracchio che da una parte all’altra viene agitato fra i componenti del cda. Lo agita il presidente e sindaco Michele Emiliano se avverte che la sua linea non passa perché non ha più la maggioranza nel Cda. Oggi lo fanno anche gli altri, la nuova maggioranza che si è creata nel consiglio che trova nel vicepresidente e vicepresidente della Provincia di Bari, Nuccio Altieri, uno dei principali antagonisti di Emiliano. Il day-time per Altieri è il 3 marzo prossimo, se per quella data il teatro non avrà un Bilancio di previsione 2012 approvato (la scadenza è questo fine mese) e un sovrintendente che lo amministri a rivolgersi al ministro Lorenzo Ornaghi perché il Petruzzelli sia commissariato saranno loro. “A quel punto – ammonisce Altieri – Emiliano dovrà assumersi la responsabilità di un fallimento senza precedenti per un teatro inaugurato solo due anni fa. Sarà certificata la sua incapacità gestionale”. Ma Altieri è ancora fiducioso “The show must go on”, visto che parliamo del Petruzzelli”, aggiunge. Il vicepresidente è convinto che Emiliano, così come stabilito nell’ultimo cda svoltosi alla presenza dell’ex sovrintendente della Scala di Milano, Carlo Fontana, convocherà la riunione per approvare il Bilancio di previsione e nominare il nuovo sovrintendente. “Se non approvassimo il Bilancio – spiega sempre Altieri – non potremmo accedere alle anticipazioni del Fus e quindi il teatro non potrebbe funzionare di fatto. Per quanto riguarda la nomina del sovrintendente Emiliano ci aveva rassicurato che proprio Fontana avrebbe suggerito un paio di nomi. Ma questo non solo non è avvenuto, ma lo stesso Fontana si è rifiutato di farlo. E’ stato a quel punto che Emiliano ha tirato fuori la necessità che fosse redatto prima un piano industriale, delle linee guide praticamente, alle quali il nuovo sovrintendente dovrebbe attenersi. Fontana si è preso dieci giorni per farlo. Quindi nella prossima riunione dovrebbe essere pronto. Speriamo. Credo – conclude Altieri – che di più i componenti del Cda non possano fare. Del resto abbiamo dimostrato di non essere interessati a nessun colpo di mano, né a forzare tempi e nomine che vorremmo fossero condivisi. Soprattutto con il presidente che è l’unico soggetto che la legge riconosce”. Insomma, tutti agitano il commissariamento, ma nessuno sembra volerlo davvero. E meno male.
Mariateresa D’Arenzo


se non si fosse esordito con veti incrociati sul sovraintendente,si poteva ipotizzare una gestione eslcusivamente incentrata sull’interesse del teatro ma…….!