MOLFETTA – Tre anni senza scadenze elettorali per passare dall’ “aritmetica” politica a un progetto politico unitario capace di disegnare un nuovo centrosinistra “competitivo”. Galvanizzato dai risultati delle ultime elezioni regionali e dalla vittoria di Nichi Vendola, il centrosinistra molfettese prova a reinventarsi e a mettere da parte vecchie ruggini e antiche incomprensioni. Si parte dalla dura opposizione all’amministrazione Azzollini che ha caratterizzato il dibattito politico negli ultimi tre anni, ma da qui si tenta di mettere in piedi un percorso di rivincita in vista delle amministrative del 2013.
I risultati dell’ultima tornata elettorale dicono che la somma dei partiti del centrosinistra supera la coalizione di centrodestra. Tanto basta al centrosinistra per esultare e sperare. Ma Tommaso Minervini (SeL) è onesto quando avverte che questa è solo “aritmetica” e non si vince solo con le addizioni di numeri. È necessario, ha detto più volte l’ex sindaco – che non è riuscito ad approdare in consiglio regionale e che ora punta a un ruolo di visibilità nella coalizione – dare il via a un processo di ricomposizione del centrosinistra, di dialogo, di chiarimento rispetto a dissapori antichi. Che lo slogan “sinistra della modernità” che porta il copyright di Tommaso Minervini possa in realtà celare il suo desiderio di candidarsi alla guida della città fra tre anni, è solo una ipotesi che fanno in tanti; per il momento la palla è lanciata nel campo del Partito Democratico, responsabile in quanto partito guida della coalizione, di dare vita concretamente a questo percorso.
Da dove partire allora? La conferenza stampa convocata l’altro ieri dal Pd, con tutti i consiglieri comunali riuniti attorno a Guglielmo Minervini, in realtà non ha offerto grandi spunti di novità in prospettiva futura: le ribadite critiche all’amministrazione Azzollini, l’esultanza rispetto alla riconferma di Guglielmo alla Regione, l’accreditamento del Pd quale primo partito e la volontà esplicita di costruire “un progetto condiviso e alternativo”, sono fili di una trama politica già intessuta finora.
Due sono invece gli elementi significativi lanciati durante l’incontro con la stampa. Il primo: a guidare la rivincita del centrosinistra sarà il Partito Democratico. “I temi cruciali per la città come il nuovo porto, il braccio di ferro tra Autorità di Bacino e Comune, l’ambulantato, saranno al centro del nostro confronto – preannuncia Giovanni Abbattista, coordinatore locale del partito –. Dobbiamo discutere degli argo- menti che stanno a cuore ai cittadini, spiegando le nostre proposte e la nostra visione diversa rispetto al centrodestra, e su questa cercare di convincere tutti”.
Il secondo punto cruciale è l’appello alla società civile perché è anche da qui che potrebbe uscir fuori il volto del futuro candidato sindaco: “La costruzione della coalizione – aggiunge Abbattista – è un problema che ci porremo a ridosso della scadenza elettorale. Oggi vogliamo avviare un percorso che parta dalle forze storiche del centrosinistra, ma che sia capace anche di aggregare e di unire, su un’idea diversa di città, tutti coloro che si dimostreranno interessati”.
Patrizia Mongelli



