Frisullo torna libero, nessuna esigenza cautelare

17 lug 2010

L’ex vice presidente della Giunta pugliese, Sandro Frisullo

BARI – Revocati gli arresti domiciliari a Sandro Frisullo, ex vice presidente della Giunta regionale pugliese. Lo deciso il gip, accogliendo la richiesta dell’avvocato Michele Laforgia che aveva avuto il parere favorevole della Procura. Il gip Sergio Di Paola ritiene che sono cessate le esigenze cautelari in riferimento all’inchiesta sulla presunta corruzione all’Asl di Lecce, in concorso con Giampaolo Tarantini.
L’indagine è quella dei sostituti procuratori della Repubblica Giuseppe Scelsi, Ciro Angelillis ed Eugenia Pontassuglia. Secondo le indagini, Frisullo avrebbe “orientato l’esercizio della funzione pubblica dell’Asl di Lecce (…) per soddisfare gli interessi patrimoniali dei fratelli Tarantini e delle società segnalate da Giampaolo Tarantini e da Frisullo stesso”. Così si scopre che all’ex vice presidente della Giunta pugliese e assessore regionale allo Sviluppo economico e industriale, Tarantini promette e concede diverse “utilità”, come “prestazioni patrimoniali: 12mila euro al mese da gennaio 2008 fino a novembre 2008, 50mila euro, costosi capi di abbigliamento, buoni benzina, regali di vario genere, prestazioni di natura sessuale pagate da Giampaolo Tarantini delle prostitute Maria Teresa De Nicolò, Vanessa Di Meglio, Sonia Carpentone; la disponibilità di un’autovettura e la pulizia settimanale nel suo domicilio”. Tutto ciò, secondo gli inquirenti e gli investigatori della Gdf di Bari, per far vincere ricche gare d’appalto per la fornitura di strumenti chirurgici con l’Asl di Lecce. Appalti, questi, vinti dalle società di Tarantini e dell’imprenditore Domenico Marzocca. “Chiesi a Frisullo – dice Tarantini nell’interrogatorio – un’estensione, per forniture all’Asl di Lecce, di una delibera già fatta per il Policlinico di Bari per circa 2 milioni di euro, aggiudicata alla Tecnohospital (società poi venduta dei Tarantini, ndr)”.
In passato una precedente decisione del Riesame, aveva deciso che Frisullo non era da scarcerare. Secondo quella motivazione, venuta meno con la decisione del gip, “Frisullo dimostra di svolgere ancora oggi la sua funzione di cuscinetto tra imprenditori a lui contigui o vicini politicamente, nella fattispecie Giancarlo Mazzotta (secondo le parole di Frisullo: ‘Non solo è amico, ma insomma…lui è uno…ha un’esperienza bipartisan come si dice però alla fine nei momenti importati ha votato  per noi’), e burocratici o funzionari pubblici come, nella specie, l’interlocutore, di  nome Giovanni, raggiunto, peraltro, su un’utenza alla Asl di Lecce”.
Questa motivazione, però, è venuta meno con la decisione del gip di revocare i domiciliari a Frisullo. E’ evidente che, secondo anche la Procura, l’ex vice presidente della Giunta non è più in grado di essere “cuscinetto” tra la Pubblica amministrazione e il mondo politico.
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