Fonti rinnovabili, le inchieste sono tre

14 mag 2010

Il procuratore, Antonio Laudati

BARI – Sono tre i filoni d’indagine che coinvolgono società impegnate nella produzione di energie da fonti rinnovabili (eolico, fotovoltaico e biomasse). La Procura, coordinata dal capo dell’ufficio Antonio Laudati, ha fascicoli che ipotizzano reati di: associazione mafiosa, contro la Pubblica amministrazione e ambientali.
Secondo i chiarimenti di fonti della Procura della Repubblica, l’indagine, molto ampia, è alle battute iniziali e riguarda gli iter amministrativi che ci sono stati per l’erogazione di finanziamenti pubblici destinati alle società che si occupano della produzione di energie rinnovabili. Agli atti non risulterebbero ancora iscritti nel registro degli indagati, ma è certo che lo screening, affidato alla Guardia di finanza, riguarderebbe anche il sistema di erogazione dei finanziamenti, che sono concessi dall’assessorato allo Sviluppo economico della Puglia, fino all’anno scorso guidato dall’ex vicepresidente della Giunta regionale, Sandro Frisullo, già indagato per presunti atti coorruttivi, in concorso con Giampi Tarantini, nell’Asl di Lecce.
E’ certo, comunque, che il 2010 è l’anno della Puglia quanto a energie rinnovabili. I dati sono chiari: al 31 dicembre 2009 sono stati installati 1158 megawatt di potenza. E in sospeso ci sono ancora circa 486 richieste presentate tra il 2007 e il 2009 che, qualora accolte, si aggiungerebbero.
Un incremento avvenuto grazie alla legge regionale 31 del 2008, ritenuta a marzo scorso, però, incostituzionale dalla Corte di Costituzionale. La legge, infatti, permetteva di aprire impianti fino a 1 megawat presentando ai comuni la Dia (Dichiarazione di inizio attività). Era stata questa legge regionale a rendere la Puglia l’’Eldorado’ delle rinnovabili. La 31 del 2008, però, è incostituzionale, secondo la Corte, perché contrasta con le soglie di potenza stabilite dal Decreto Legge n. 387 del 2003.
Gli interessi
Gli interessi quindi sono tanti. Compresi quelli di natura criminale. Non è ormai un segreto, come più volte denunciato anche dall’Italia dei Valori, che nel parco eolico dell’Alta murgia opera un imprenditore con alle spalle presunti contatti, accertati con sentenza di primo grado, con Cosa nostra. Luigi Franzinelli, 67 anni, nato a Molina di Ledro, in provincia di Trento, sarebbe uno di quelli che avrebbe presunti legami con la mafia siciliana. Il collegamento sta nella condanna, a suo carico, a 9 anni di carcere per corruzione e favoreggiamento ad un’associazione di tipo mafioso nell’inchiesta siciliana denominata ‘Eolo’. Franzinelli risulta in ben 50 società che si occupano di rinnovabili, soprattutto in Puglia, Sicilia, Sardegna e Basilicata. In Puglia è amministratore della Murgeolica srl, le cui pale eoliche sorgono nel parco dell’Alta murgia. Nella Murgeolica risulta proprietario di quote sociali la Fri-el Murge srl, amministrata da Josef Gostner. Anche questa società è finita nell’inchiesta ‘Eolo’ e, secondo quelle indagini, avrebbe beneficiato degli aiuti di Franzinelli per introdursi nel business dell’eolico. Lo stesso Franzinelli, poi, è nell’Eolica lucana srl, che ha 10 generatori a Irsina, in provincia di Matera.
Ma nel calderone delle società impegnate nelle rinnovabili ci sono anche altri imprenditori. E’ il caso dei fratelli Roberto e Massimo De Santis, vicini a Massimo D’Alema. I loro nomi figurano nei consigli di amministrazione delle società Altraenergia srl, Capuvolt srl, Solenergy srl e Italgest spa, tutte nella provincia di Lecce. Nell’ ‘orbita’ dalemiana, poi, figura l’imprenditore di Noci Enrico Intini. Già nel cda dell’Italgest (in cui c’è stato anche l’avvocato leccese Fabrizio Massa, che nel 2008 risultava essere componente del­la Commissione regionale per la realizzazione degli impianti a Biomassa), Intini è amministratore dell’Intini e­nergia. L’imprenditore di Noci, si ricorda, più volte è stato tirato in ballo nell’inchiesta sullo scandalo della sanità pugliese in cui tra gli indagati c’è l’imprenditore  Tarantini.
Ivan Cimmarusti
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2 Commenti a “Fonti rinnovabili, le inchieste sono tre”

  1. luigi franzinelli scrive:

    Precisazioni
    Sono Luigi Franzinelli. La mia condanna in primo grado, 9 marzo 2010, dopo 13 mesi di detenzione, è stata di due anni con sospensione condizionale della pena e non di nove come da voi erroneamente scritto. Sono ancora in attesa del deposito delle motivazioni; dopo di che proporrò appello. Non sono amministratore di Murgeolica. Non sono in Eolica lucana e non ho alcun aerogeneratore eolico ne in Irsinia ne in nessuna altra parte d’Italia.
    Saluti

  2. mario scrive:

    Signor Franzinelli, dato che è presente, ci dica qualcosa di più della devastazione… energie rinnovabili.
    Non è meglio il nucleare?

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