BARI – Sul piatto ci sono un milione cento trentasette mila euro di contributi comunali per il triennio 2011/2013. A contenderseli sono le compagnie teatrali cittadine. Tutte? No, solo alcune, quelle “radicate sul territorio” si legge nella delibera di Giunta del 29 dicembre. E si tratta di: Abeliano, Anonima G.r, Tiberio Fiorilli, Kismet, Granteatrino e Diaghilev. Sono fuori invece il teatro Purgatorio, il Duse, il Piccolo Teatro, il Barium e altri. Per questo stamattina si è svolta una conferenza stampa di presentazione delle iniziative, per la verità solo di una parte politica, il Pdl, a sostegno degli esclusi. Si parte con una lettera aperta al sindaco Michele Emiliano (che casualmente è passato proprio durante la conferenza stampa per rassicurare tutti che cercherà una soluzione) in cui si chiede di non far morire i teatri cittadini e tra questi il Picolo teatro divenuto tre anni fa bene archivistico di patrimonio storico della Soprintendenza ai Beni archivistici della Regione Puglia. “Il Piccolo – si legge nella lettera – sta vivendo, grazie ad una ordinanza di chiusura senza appello emessa dal Comune, un incubo che non ha consentito la prosecuzione della stagione teatrale già programmata, con conseguenti ingenti danni economici e occupazionali”. “Quella delibera – spiega Ninni Cea coordinatore delle opposizioni in consiglio comunale – è uno schiaffo alla professionalità degli operatori della cultura. L’individuazione dei soggetti è stata fatta in maniera semplicistica con la dicitura “perchè radicate sul territorio”. Il Gran Teatrino poi, da visura camerale, risulta in liquidazione dal 2009 ed è assurdo che possa godere di fondi comunali”. Opposizione compatta sull’opportunità di non escludere nessuno dai fondi, ma sul come procedere sembra esserci qualche divergenza. “Abbiamo sottoposto la questione ad un gruppo di tecnici – spiega il senatore Pdl Luigi d’Ambrosio Lettieri – non vogliamo toccare i fondi concessi al Petruzzelli (che chiude il bilancio con un buco di 2 milioni di euro, come riportato nell’articolo in basso, ndr) sebbene anche quella vicenda sia stata emblema di nepotismo e mal utilizzo di fondi pubblici. Per ora organizzeremo una raccolta firme e presenteremo un emendamento da parte delle opposizioni in consiglio comunale”.
Fiorella Barile




Ovviamente le “scelte” sono secondarie a sodalita’ politiche,pero’ sarebbe opportuno che i “teatri” ( e teatrini) vivessero con le proprie forze:se attirano spettatori prosperano,altrimenti si attivino diversamente.Troppi assistiti!
ma la foto…rappresenta una scena di “oggi le comiche?”
Egregio il PiccolonTeatro di Bari, non percepisce fondi sussistenza li, ma prospetta ai vari Enti , solo progetti in cui esiste una parte che viene co-finanziata così come avviene in qualsiasi altro campo e comunque parliamo di cifre modeste ( circa 6mila euro l’anno per la produzione di 3 rassegne teatrali con un totale di 15 spettacoli distinti e di cui 2 nuove produzioni nazionali ).
L’articolo si riferisce a ben altro..
L’unica cosa certa che so è che per mio figlio pago una retta mensile e anche l’affitto del teatro quando si fà il saggio di fine anno.
Questo io PAGO di tasca mia per incentivare l’arte teatrale, mentre si sciupano soldi per Apulia film commission che finanzia gente già affermata e economicamente benestante senza peraltro dare i risultati attesi se non i loro egoistici interessi meschini.
La Regione Puglia poteva seriamente incentivare l’arte cinematografica e teatrale senza buttare soldi a chi fà più il gradasso!