BARI – L’Italia è in crisi. Il governo ha bisogno di rimpinguare le sue casse e le verifiche fiscali si intensificano. La Guardia di finanza ha controllato i libri contabili di una impresa edile di Gravina accertando un’evasione pari a 736mila euro costituita da ricavi non dichiarati per 155mila euro e costi indebitamente dedotti per 581mila euro. In particolare, gli accertamenti incrociati condotti nei confronti di alcuni clienti e fornitori, nonché l’esame della documentazione extracontabile acquisita hanno fatto emergere il sistematico ricorso a fatture false per far risultare costi fissi. Inevitabile la denuncia del rappresentante dell’impresa. Ma altre 8 persone, responsabili di altrettante ditte e società fornitrici, sono state segnalate per aver emesso fatture false. Nell’anno in corso la Guardia di finanza ha accertato, nella sola provincia di Bari, ricavi non dichiarati per euro 210.476.533 e Iva evasa per un euro 63.182.424, con la denuncia alla magistratura di 161 responsabili per reati fiscali.




ma quando si deciderà la GdF ad alzare un velo su quello che accade nei ccondomini medio-grandi di Bari? i bilanci, spesso di importi considerevoli, 70.000/80.000 euro, si basano in buona parte su fatture false rilasciate da impiantisti e imprenditori edili compiacenti che l’amministratore di codominio, quasi sempre in associazione con qualche condomino che si impegna poi ad assicurargli il consenso in assemblea, normalmente quelli che si spendono a raccogliere quante più deleghe possibile. sono vere e proprie associazioni a delinquere il cui reato si consuma per anni senza che un normale cittadino abbia gli strumenti per stanarli.