BARI – Arriverà questo pomeriggio la sentenza del Tribunale del Lavoro di Roma che decreterà ‘la vita o la morte’ delle sedi italiane di Agile e Eutelia. In attesa della decisione e nonostante la neve che ha risvegliato la costa del capoluogo pugliese, stamattina i lavoratori cassaintegrati delle due società di call center di Bari hanno manifestato sotto la sede della Presidenza della Regione Puglia, “non perchè loro (gli amministratori – ndr) non abbiano fatto niente fino a ora, ma perchè devono sapere che noi non abbassiamo mai la guardia e siamo pronti a lottare per vedere riconosciuti i nostri diritti”, parola del dipendente Agile, Emanuele Latagliata.
La storia delle due società si perde nella notte dei tempi. Da anni i bilanci hanno chiuso sempre in rosso nonostante le numerose commesse e i finanziamenti statali. L’anno scorso, il 10 luglio 2010, la svolta: Agile e Eutelia furono commissariate dopo la bancarotta fraudolenta che portò all’arresto di 8 persone e alla scoperta di un articolato sistema di frode. E così, da oltre un anno e mezzo, i 1115 dipendenti della sede barese, come gli altri 1400 di tutta Italia, sono rimasti senza lavoro e in balia della cassaintegrazione. Oggi, questa sentenza potrebbe ribaltare la storia. Premettendo che la situazione di Agile è “molto più complicata di quella di Eutelia” (la prima è in amministrazione straordinaria, ha perso quasi tutte le commesse e ha fatturati da 8 milioni di euro all’anno; la seconda, invece, è ancora commissariata e mantiene numerose commesse ministeriali, ha 14mila chilometri di rete in fibra ottica e fatturati da 4 milioni al mese), l’obiettivo di questa manifestazione è “salvaguardare il maggior numero possibile di posti di lavoro”.
Qualora la sentenza dovesse essere negativa, “chiederemo un vero intervento della Regione perchè gli scenari sono davvero complicati: si salverebbero solo le sedi della capitale, di Milano e di Ivrea, che al momento hanno quelle poche commesse che ci sono”. Latagliata ricorda che già con la scorsa Giunta, con Losappio e la Gentile, si parlò di ricollocazione lavorativa, corsi di formazione e del programma Welfare to Work: “Speriamo che mantengano le loro promesse riunendo subito un tavolo tecnico”. E se dovesse andare bene? “Se la sentenza è a nostro favore, vogliamo subito rimetterci in pista e tornare a lavoro”.
Antonella Fazzio


