Era già tutto previsto… la VII Commissione regionale all’Udc

6 lug 2010

Una veduta dell'aula del Consiglio regionale

La settima commissione regionale, quella agli Affari istituzionali, è una commissione speciale od ordinaria? E l’Udc in Regione è un partito di maggioranza o di opposizione? Le risposte sono come tasselli s’incastrano e possono servire a far capire la convulsa giorna­ta politica che si è vissuto questa mattina nei corridoi della Regione Puglia. Tanto che il capogruppo del Pdl, Rocco Palese, dichiara: “Si consuma uno strappo politico e istituzionale che non ha precedenti nella storia del Consiglio regionale”. Lo strappo politico-istituzionale è l’elezione Giovanni De Leonardis del­l’Udc a presidente con 9 voti, ovvero con i voti del centrosinistra al gran completo, mentre sia il centrodestra (Pdl, La Puglia prima di tutto e I Pugliesi) sia Moderati e Popolari hanno abbandonato i lavori della Commissione per protesta.
Di fatto, però, tutto si è svolto secondo un copione già scritto da diverso tempo dal presidente della Regione, Nichi Vendola, all’indomani della sua elezione. Forte del consenso ricevuto dalle urne, infatti, il presidente aveva intrapreso spontaneamente un dialogo con l’Udc che alle Regionali si era presentato con un proprio candidato presidente (la senatrice Adriana Poli Bortone di Io Sud). Forte di un consenso sul candidato del Pdl, ma meno forte in Consiglio dove il premio di maggioranza era stato riveduto e corretto con la decisione di non considerare eletti otto consiglieri di maggioranza. Quindi in vista di un possibile aiuto che proprio dall’Udc sarebbe potuto venire, Vendola al partito aveva “garantito” un posto nell’Ufficio di presidenza e la presidenza di una Commissione. Un impegno che Vendola ha mantenuto: il 31 maggio scorso il consigliere barese dell’Udc Giovanni Longo è stato eletto segretario dell’Ufficio di presidenza, oggi il consigliere foggiano De Leonardis è stato eletto presidente della VII Commissione.
E le domande suddette ritornano prepotenti: se questa commissione è di “garanzia” e la presidenza spetta all’opposizione (nella passata legislatura presidente è stato il tarantino Gianfranco Chiarelli del Pdl eletto in Forza Italia) è giusto che alla presidenza sia stato eletto un consigliere regionale con i soli voti di maggioranza? E semmai fosse confermato che, comunque, l’Udc rappresenta in Regione un partito di opposizione è giusto che la presidenza vada a un centrista e non al Pdl che in Regione conta 21 consiglieri contro i 4 dell’Udc?
“Per consuetudine la presidenza– ricorda Palese – è stata sempre affidata all’opposizione, proprio perché si tratta di una commissione che si occupa di scrivere le regole del funzionamento del Consiglio regionale a salvaguardia e a tutela dei principi della democrazia”.
Ma Vendola, secondo il capogruppo del Pdl, ha voluto conferire più riconoscimenti all’Udc, “per dare seguito al patto elettorale, che di fatto gli ha consentito di vincere le lezioni”. Quindi l’opposizione punta il dito oltre che contro il governo, contro l’Udc, che “ha finalmente gettato la maschera e si colloca quale forza politica di maggioranza, altro che terzo polo”.
E Palese minaccia battaglia: “fino ad ora abbiamo avuto atteggiamenti responsabili, ma dopo questo vilipendio, non accettiamo più alcuna mediazione, non parteciperemo ai lavori della settima commissione e nelle altre non faremo sconti. Inoltre avremo un atteggiamento differente nei confronti delle centinaia di denunce che ci arrivano, d’ora in poi le inoltreremo alle autorità competenti”.
Anche Antonio Buccolie­ro del Mep ha abbandonato la seduta:“Non si è mai certi in politica quando valgano le regole e quando valga la mediazione. La maggioranza va a correnti alterne e schizofreniche. Sostiene che la VII commissione non sia una commissione di garanzia e che, quindi, non spetti all’opposizione la presidenza, ma fa votare un rappresentante dell’Udc (che formalmente è opposizione). Se le regole e­si­stono, devono essere rispettate. Se è commissione ordinaria, il presidente non può che essere della maggioranza. Se è commissione di garanzia, la scelta del presidente deve spettare alla volontà dell’opposizione. È, però, notorio: quando non si sa come uscirsene dalle difficoltà si usa la tecnica della legge della convenienza. La maggioranza – conclude Buccoliero – trema all’idea che venga bocciato il ricorso degli otto consiglieri esclusi dalla proclamazione e, essendo claudicante, cerca una stampella nell’Udc”.

Mariateresa D’arenzo

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