Gli equilibri del Partito democratico pugliese troveranno alla fine il loro assetto definitivo (?) con la formazione della giunta regionale? La tentazione – Nichi Vendola permettendo visto che da fonte vendoliana le notizie sono altre come riferiamo nell’articolo a pag. 11 – è quella di di ritagliare per ogni protagonista il ruolo che più si confà.
Iniziamo da Michele Emiliano, il sindaco di Bari e presidente regionale del partito – accorso a festeggiare Vendola dopo una campagna elettorale un po’ in sordina (più tesa a sostenere i suoi candidati: gli imprenditori Gerardo Degennaro e Nicola Canonico; entrambi eletti) – è tornato sotto i riflettori. Ieri è stato lui a guidare la delegazione Pd da Vendola e alla fine è stato sempre lui a rendicontare ai giornalisti: come un vero segretario regionale. Un ruolo che presto potrebbe – come reggente – ricoprire. Non è affatto peregrina l’ipotesi che l’attuale segretario, Sergio Blasi, entri nella giunta e lasci la guida del partito, d’accordo sempre con Emiliano.
Lo stesso Emiliano che in vista della reggenza avrebbe stretto un accordo anche con la componente lettiana. Qualcuno sostiene direttamente con Enrico Letta a Roma. In giunta, perciò, potrebbe entrare un uomo di fiducia del deputato pugliese più lettiano, Francesco Boccia, un giovane avvocato di Barletta, terzo degli eletti nella Bat, Bartolomeo Cozzoli.
E Massimo D’Alema? Non è certo Blasi che può garantire la sua presenza in giunta… ma questa volta il lìder Massimo non vuole sbagliare. Sembra che un vice a Vendola – così come fece 5 anni fa indicando Sandro Frisullo – l’ha suggerito, ma cambiando totalmente rotta. Intanto punterebbe su una donna, barese. L’avvocato Marida Dentamaro, che assocerebbe all’indiscussa esperienza amministrativa quella politica (è stata parlamentare, ma anche alla guida regionale di un partito in Puglia, l’Udeur).
E gli altri tre assessori? Perché va detto che l’accordo raggiunto ieri fra Vendola e il Pd prevede: 6 assessori e la vice presidenza del Consiglio.
Dentro c’è sicuramente Elena Gentile perché rappresenta lo zoccolo duro dei Ds ancora molto forti in Capitanata; dentro anche Fabiano Amati… in quota Gero Grassi, in quota Area democratica, si dirà… e, invece, il solito ‘maldicente’ replica: “Vorrai dire in chiave anti-Grassi? Amati sta preparando la successione a Grassi…”.
Resterebbe un assessorato… gli equilibri territoriali prevederebbero un tarantino e il nome sarebbe quello di un altro lettiano, Michele Pelillo. Ma potrebbero essere altri gli equilibri. Per esempio Emiliano potrebbe voler dentro la giunta Guglielmo Minervini se quest’ultimo gli riconoscesse la reggenza del partito e proprio del partito si occupasse meno.
E Antonio Decaro? Sembra che il gruppo di Alberto Tedesco non insista più di tanto con Vendola per essere rappresentato in giunta. Forse, in questo caso gli equilibri potrebbero passare da altre postazioni, dalle presidenze delle commissioni alle nomine di sottogoverno alle quali si dovrà mettere mano non appena la giunta sarà varata.
Mariateresa D’Arenzo



