BITONTO – Il valzer di nomi e ipotesi attorno alle elezioni amministrative del 6 e 7 maggio prossimo è appena cominciato. Queste, certamente, saranno le giornate decisive per definire gli schieramenti politici e nessuno vuole farsi trovare impreparato e spiazzato. La consapevolezza è che tutto può cambiare in un istante, perché fino a quando non arriva il crisma dell’ufficialità può succedere di tutto. I rumors più forti parlano di un Raffaele Valla pronto a dare battaglia. Pare infatti che l’ex prefetto non abbia alcuna intenzione di sotterrare l’ascia di guerra e sia pronto a rituffarsi nella mischia, supportato da alcuni suoi fedelissimi seguaci. Qualora si riuscisse a mettere insieme almeno quattro liste, la sua ricandidatura potrebbe diventare realtà. Al centro, invece, Lillino Labianca (attualmente Lista Schittulli), Vito De Santis (ex assessore all’Urbnistica e leader Udc), Antonio Lisi (Api) sembrano attendere le mosse altrui, non disdegnando sguardi ammiccanti verso il Partito Democratico (soprattutto l’ex assessore all’Urbanistica). Ed è proprio la “peskàra”, come sempre nella storia politica bitontina, il centro del piccolo microcosmo politico locale. Mimmo Colasanto, Giovanni Procacci, Francesco Ricci, Lillino Sannicandro. Attorno a questi quattro nomi si gioca il futuro del Pd, diviso in mille rivoli e pensieri, e della coalizione di centrosinistra. Non si sfugge: qualora la candidatura fosse di matrice politica e partitica, come auspicano in molti, soprattutto i più “esperti”, la rosa si restringerebbe presumibilmente a questi quattro. E la scelta dell’uno o dell’altro potrebbe costringere gli scontenti ad emigrare verso altri lidi. La matrice partitica certamente aiuterebbe non poco il Pd ad allargare l’alleanza a Socialisti, Laboratorio, Italia dei Valori, che parlano ormai ad una sola voce, e a Rifondazione Comunista e Sel. Senza dimenticare, l’area centrista ancora in sospeso, e il movimento “Moderati e Popolari” che a livello regionale fa capo a Nicola Canonico, mentre in città è guidato da Silvano Intini. Qualora, invece, si puntasse su una candidatura tecnica, le sorti della coalizione di centrosinistra “classica” sarebbero davvero incerte e potrebbe rispuntare l’idea della grande coalizione con il Pdl. Giovedì sera, dopo la riunione del “tavolo di centrosinistra”, se ne potrebbe sapere di più. Nell’incontro, i movimenti più piccoli chiederanno al “fratello maggiore” Pd di ufficializzare la propria posizione in merito a nomi e a scelte di coalizione. Infine la società civile, che potrebbe davvero essere la sorpresa di questa tornata elettorale. Semplici cittadini, associazioni di volontariato, magari anche qualcuno tra i quaranta giovani bitontini del documento “Io non ci sto”, avrebbero voglia di provare a scendere in campo, al di là di ogni logica partitica, con una persona giovane e preparata, in grado di saper guidare una pubblica amministrazione. Girano tanti nomi, e tra questi uno è forse quello che potrebbe sparigliare: Michele Abbaticchio, dirigente al Suap (Sportello unico attività produttive) durante l’amministrazione Valla, l’uomo grazie al quale sono arrivati fondi esterni in questi anni, personalità capace di attirare su di sé le simpatie di molti, a prescindere dai colori politici di appartenenza.
Pasquale Scivittaro


