E ora gli iPhone di tutto il mondo parlano barese

31 ago 2010
L’inventore, il giovane ingegnere di Toritto, Donatello Coscia

L'interfaccia della nuova applicazione per iPhone, iPad e iPod ‘ParloBarese’

BARI – Anche gli iPhone, iPod Touch e iPad da oggi parlano barese, nel vero senso della parola.
Gli apparecchi tecnologici della casa di Cupertino potranno essere dotati di una nuova applicazione: ‘ParoloBarese’ porta il dialetto del capoluogo pugliese su telefono e tablet di casa Machintosh, anche in formato audio.
L’applicazione ha preso vita grazie all’idea di Donatello Coscia, 27enne di Toritto, fresco di laurea specialistica in ingegneria informatica: “Ho voluto dimostrare come un oggetto tecnologico di tale levatura possa camminare di pari passo con la tradizione popolare”, spiega a BariSera lo stesso ingegnere. E le sue parole si basano su fatti tangibili. Messo in rete a disposizione del ‘macchisti’ solo sabato scorso, ‘ParoloBarese’ ha sorprendentemente scalato la classifica portandosi al secondo posto nella sua categoria. Ora sale progressivamente nella ‘Top app acquistate Italia’, passando all’89esimo posto su 200. Nemmeno ‘ParloLatino’ e ‘FrasiDaDire’, figlie dello stesso padre, hanno fatto tanto e così in fretta.
La nuova applicazione, inoltre, disponibile sull’AppStore al prezzo lancio di 79 centesimi, è localizzata in italiano. Si potrà ascoltare la pronuncia originale in dialetto barese di centinaia di proverbi, scioglilingua e modi di dire tipici della terra di Bari. “Abbiamo contattato un barese doc per le registrazioni proprio per far sì che non ci fossero influenze di altri dialetti della zona”, che notoriamente si differenziano da quello del capoluogo pugliese per cadenza o sonorità.
‘ParoloBarese’ contiene oltre 800 espressioni originali consultabili offline, ciascuna completa di pronuncia e testo in dialetto barese, traduzione in italiano e significato. E poi è anche possibile condividere le frasi idiomatiche sull’applicazione Facebook di Apple. Non è la solita raccolta di proverbi, ma uno strumento interattivo e simpatico per conoscere le tradizioni più autentiche della nostra terra. L’applicazione è stata progettata per sfruttare a pieno l’alta risoluzione del Retina Display dell’iPhone 4 e il multitasking introdotto con iOS 4. Inoltre è retro-compatibile a partire da iOS 3.0.
L’intera raccolta è finemente suddivisa in 16 categorie: amarezza, amicizia, amore, animali, cibo, economia, famiglia, furbizia, ingiurie, ironia, lavoro, meteo e mesi, modi di dire, religione, saggezza, vita e morte. E’ possibile sfogliare ogni singola categoria per indice alfabetico, oppure per frasi successive, o casualmente attraverso la funzione ‘shake’: basterà scuotere il dispositivo per passare a una frase a caso tra quelle della categoria. Le voci di ogni singola selezione possono essere visualizzate in formato tabellare sia in italiano che in dialetto barese, cliccando sulla relativa bandierina. ‘ParloBarese’ consente di marcare come ‘Preferite’ le frasi più belle, in modo che siano accessibili facilmente per ogni evenienza.
Antonella Fazio
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5 Commenti a “E ora gli iPhone di tutto il mondo parlano barese”

  1. Vittorio Polito scrive:

    Leggendo sull’immagine “Mo avà scattè l’ignorànze” sembra non trattarsi di dialetto barese, ma probabilmente di quello di Toritto. Io non sono in possesso di un iPhone, quindi non ho possibilità di verificare, ma coloro che lo hanno possono controllare se si tratta veramente di dialetto barese o di altro.

  2. Vittorio Polito scrive:

    Mentre conferno quanto su scritto, leggendo la copia cartacea di Barisera c’è la certezza che non si tratta di dialetto barese ma, forse di un’insalata di dialetti della Puglia o della nostra provincia. A Bari, ad esempio, in riferimento alla pioggia abbondante si dice “zeffùnne” e non “zefòne”, come scritto e così via.

  3. Coscia Raffaele scrive:

    Buongiorno,
    sono Raffaele Coscia, uno degli autori dell’applicazione. Prima di tutto ringrazio Vittorio Polito per l’intervento e per la sua opinione. L’intento del nostro progetto è stato quello di accostare le affascinanti tradizioni popolari della cultura barese alla tecnologia moderna. Non abbiamo creato questa applicazione per fare un corso di dialetto o con la presunzione di insegnarlo a qualcuno. Per questo ci sono persone molto più esperte e competenti nel settore, che comunque ci hanno aiutato nella corretta elaborazione dei contenuti.
    In effetti, la difficoltà più grande in questo lavoro è stata proprio quella di scegliere e mantenere un unico standard dialettale. Ho riscontrato che anche spostandosi in diverse aree della stessa Bari Vecchia, il dialetto parlato cambia. Il fenomeno è ancora più marcato spostandosi nei quartieri più periferici, per non parlare della provincia. Per questi motivi, abbiamo dovuto scegliere uno standard di scrittura quanto più uniforme, a metà tra quello più popolare della Città Vecchia, e quello più moderno e spurio dei nuovi quartieri. Il risultato voleva essere ed è stato quello di portare la cultura popolare barese su iPhone.
    In riferimento alle espressioni da lei citate, le faccio notare che ciò che legge negli screenshot dell’applicazione, non è pari alla pronuncia che potrebbe ascoltare se avesse provato l’applicazione. E’ tipico del dialetto barese quella “o” che viene pronunciata quasi come una “u” ma che non è una “u” vera e propria. Lo stesso dicasi per la “a” che viene pronunciata quasi come una “e”.
    Se lei potesse ascoltare il file audio capirebbe subito che in effetti il modo in cui viene pronunciata la parola “zèfòne” è molto simile al modo in cui lei l’ha scritto. Tuttavia, quella scrittura non segue le regole più largamente diffuse per il dialetto barese.
    Grazie comunque per la critica costruttiva. Resto a disposizione per ogni ulteriore delucidazione in merito.
    Buona Giornata.

  4. Vittorio Polito scrive:

    La ringrazio, caro ingegnere, dei suoi chiarimenti e le devo dire che ascoltando la pronuncia di alcune frasi attraverso i telegiornali ho notato che per alcune di esse è chiara l’intelligibilità del dialetto barese, mentre per altre no. In ogni caso l’idea è geniale e bene ha fatto a realizzarla, complimentadomi.
    In realtà il dialetto, non solo barese, è diverso da un punto all’altro della città per cui bisogna avere l’orecchio esercitato per notare le differenze da un posto all’altro.
    In ogni caso segnalo, se non già a sua conoscenza i titoli di tre vocabolari dialettali baresi, due dei quali disponibili in libreria:
    ROMITO G.: Dizionario della lingua barese (Edizioni Levante) esaurito
    BARRACANO V.: Vocabolario dialettale barese (Mario Adda Editore)
    GENTILE E., GENTILE L.: Nuovo dizionario dei baresi (Levante Editori).
    Quest’ultimo è il più recente ed è il primo ed unico dizionario che raccoglie i vocaboli nella loro doppia versione (italiano-barese e barese-italiano) arricchito con fraseologie, proverbi, sinonimi, stornelli, sonetti ecc.
    Nel vocabolario sono stati raccolti, per ogni singolo vocabolo, i differenti termini dialettali utilizzati dai tanti autori baresi nei loro scritti. Questo ha portato, anche alla individuazione di sinonimi che si differenziano tra loro solo per il cambio di uno o più consonanti.
    Ricambio la disponibilità ad ulteriori chiarimenti.

  5. franz falanga scrive:

    Caro ingegner Coscia, innanzi tutto mi complimento con lei per l’idea brillante di portare in ambiente informatico il dialetto barese. Qualcuno dirà che su questo dialetto si è disputato e si disputa da moltissimo tempo, assolutamente vero. Mi preme però far notare a chi dovesse leggerci che lei ha compiuto un’operazione altamante interessante per le ragioni che ora le esporrò: sul nostro nobile dialetto la disputa più intrigante e che arriva da molto lontano è sul “come” scriverlo. Le garantisco che si sono spesi e si continuano a spendere fiumi di parole sull’argomento.
    Personalmente penso che queste nostre dispute (anche io sono interessato al dialetto ai suoi contenuti alle sue storie e al “come” si scrive) diventeranno molto più intriganti e molto più feconde DOPO che lei ha messo in circolo la parte più importante del dialetto,e cioè la sua componente “sonora”. Avendo quindi noi appassionati del dialetto a disposizione ANCHE le sonorità sulle quali discutere, penso che lei farà fare alla cultura dei parlanti il dialetto del capoluogo pugliese un notevole salto di qualità.
    E per questo la ringrazio moltissimo.
    franz falanga

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