BARI – Il 69 per cento dei treni a lunga percorrenza provenienti dal Nord è arrivato a Bari Centrale oltre l’orario stabilito con ritardi che variano, in media, dai 23 minuti a un’ora e un quarto. E’ l’impietosa fotografia scattata da Altroconsumo tra dicembre e gennaio scorso a ridosso delle festività con le stazioni prese d’assalto dal popolo dei vacanzieri. L’associazione dei consumatori ha monitorato in quel periodo 510 treni in tutta Italia nella fascia oraria 7-20 e ha registrato ritardi medi di 13 minuti. Un Paese capovolto: da Sud a Nord ritarda solo il 48 per cento dei convogli (grazie ai doppi binari e all’alta velocità), mentre i treni che partono da Nord verso Sud si fanno attendere nel 65 per cento dei casi (da Roma in giù la linea ferroviaria è molto carente). Bari Centrale conquista il terzo posto nella classifica dei ‘viaggi odissea’ dal Settentrione; peggio riescono a fare Roma Termini e Palermo rispettivamente con il 71 e 100 per cento. Basti pensare che l’Intercity Milano-Bari è considerato – sempre secondo Altroconsumo – il treno più a rischio: nel periodo preso in esame ha accumulato in media ben 52 minuti di ritardo mentre il Frecciabianca si è fermato a quota 46 minuti.
I dati vengono accolti con un po’ di scetticismo da parte dei sindacati. “Il campione analizzato – spiega Pietro Vasco segretario regionale della Fit-Cisl – non è rappresentativo. La rilevazione si riferisce a un periodo caotico nelle stazioni non solo per le festività natalizie, ma anche per il maltempo. Sulla lunga percorrenza abbiamo fatto passi in avanti: partendo da Bari si arriva a Roma in meno di 4 ore grazie all’alta velocità da Caserta in poi. Tra 6-7 anni quando sarà realizzata l’alta capacità Napoli-Bari, i tempi saranno ridotti del 40 per cento. Anche sulla linea adriatica – aggiunge – ci sono dei passi in avanti da fare: bisogna aumentare la velocità portandola dai 160 ai 200 chilometri all’ora e fare il doppio binario sulla Termoli-San Severo. Lì c’è una strozzatura della linea”. Ma le cose vanno molto meglio per il trasporto regionale Fs: “La Puglia è ai primi posti per la puntualità, raggiunge il 90”.
Riccardo Zotti segretario pugliese della Filt-Cgil conferma gli ottimi risultati sul trasporto regionale, ma sui treni-lumaca della lunga percorrenza aggiunge altre motivazioni: “Non abbiamo i Frecciarossa e i Frecciargento. A Bari i treni provenienti dal Nord arrivano in ritardo a causa della rete ferroviaria. Da Napoli in giù ha quasi 150 anni, ci hanno viaggiato pure i Borboni… Da noi la vera causa si chiama ritardi: per realizzare un chilometro di ferrovia si impiegano da 6 ai 20 anni. E’ dal 1980 che si parla del raddoppio sulla linea Bari-Taranto e della Napoli-Bari. La frana di Montaguto dello scorso anno ha dimostrato tutte le carenze. Ogni volta che piove lì c’è l’esercito che spala il fango…”.
La Uil Trasporti Puglia ridimensiona i dati dell’indagine come sottolinea il segretario Nicola Settimo: “Mi sembrano esagerati. Bisognerebbe monitorare i ritardi in tutto l’arco dell’anno. Tra dicembre e gennaio la domanda di treni aumenta notevolmente e qualche disservizio è da mettere in conto. Certo, con questo non significa che tutto vada bene: l’adriatica è una linea ancora lenta. Dopo anni di attesa è stata raddoppiata ed elettrificata la Bari-Lecce, ma tra Termoli e San Severo è ancora strozzata”.
Francesco Petruzzelli



