Per ora la crisi al Comune di Bari rientra e i prossimi giorni saranno decisivi per riflettere su ciò che è successo ieri sera. Una serata animata in consiglio comunale con la maggioranza, e non è la prima volta, che si è trovata impreparata non garantendo il numero legale per il piano particolareggiato di Loseto. Più di un consigliere in quel momento ha deciso di abbandonare i banchi non condividendo la bontà dell’operazione. Stamane, nel corso di un vertice, la coalizione di centrosinistra che da 3 anni esatti regge le sorti di Palazzo di Città, ha trovato una prima parziale intesa con un documento da sottoscrivere: d’ora in avanti tutti i gruppi dovranno garantire in aula il numero legale. Gli assessori ‘congelati’ già ieri sera, secondo i boatos di palazzo, i vari Alfonso Pisicchio (Api), Franco Albore (Dpc) e Floriana Gallucci (Pd) restano per per ora al loro posto. Certo, sarà interessante vedere quante firme questo documento riuscirà ad avere e se parte della maggioranza (quella più vicina al sindaco ma stanca di subire questi ‘ricatti politici’ in aula) abbandonerà l’idea di un azzeramento della giunta con la redistribuzione delle deleghe. L’obiettivo sarebbe infatti quello di punire gli assessori espressione di gruppi o correnti che nell’ultimo periodo non si stanno particolarmente distinguendo per una partecipazione effettiva ai lavori consiliari. C’è un’altra ala, meno intransigente, invece, che si accontenterebbe solo di una strigliata per ripartire speditamente sino alla fine della consigliatura. Ma la maggioranza ha anche ravvisato la necessità di individuare un coordinatore che nei momenti difficili possa tenere unita e salda la pattuglia di consiglieri. “Dobbiamo – spiega il capogruppo Sel, Pierluigi Introna – evitare che il dibattito in aula venga strozzato con la caduta del numero legale. In democrazia c’è la possibilità di restare in aula esprimendo tre modalità di voto, anche con un’astensione”. Insomma, i consiglieri che hanno dubbi su alcune delibere possono anche non votarle favorevolmente ma almeno devono restare in consiglio. Il sindaco Michele Emiliano – raccontano i presenti – ieri sera era davvero infuriato non comprendendo fino in fondo le dinamiche che si stavano consumando in aula. Per ora il consiglio si prende una lunga vacanza. Si tornerà tra i banchi il 30 agosto e gli animi potrebbe essere già sbolliti.
Emilia Vincenzi



