Caso Morrone, la difesa non ha fretta

15 apr 2011

La Procura di Bari in via Nazariantz

BARI – I legali di Andrea Morrone non hanno ancora presentato l’istanza di revoca degli arresti domiciliari per il loro difeso. Le ragioni si trovano nella complessità tecnica delle argomentazioni svolte da Morrone stesso nel corso del suo interrogatorio di garanzia tendetosi ieri mattina davanti ai pm Giuseppe dentatura e Teresa Iodice (che hanno condotto le indagini) e al gip Sergio Di Paola (che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare).
L’ex consulente informatico della Procura di Bari è accusato di essere entrato abusivamente il 4 agosto 2009 nel computer del pm Giuseppe Scelsi e di aver copiato i file contenenti gli interrogatori di Giampi Tarantini risalenti a fine luglio 2009. Verbali che  furono poi “passati” al Corriere della Sera che li pubblicò in più date, per la maggior parte il 9 settembre 2009, giorno dell’insediamento ufficiale del nuoco capo della Procura di Bari, Antonio Laudati.
Il ragionamento seguito dai legali di Morrone, Michele Laforgia e Andrea di Comite è il seguente: occorre dare tempo ai pm per verificare  l’esattezza delle dichiarazioni dell’accusato che si basano su questioni tecniche molto specialistiche.  In particolare Morrone ha sostenuto che il suo computer non era in rete e si sa che i sistemi informatici in rete sono strutture molto complesse.
L’accusato ha poi sostenuto di non avere più le password con le quali entrare nel sistema informatico e quindi nel pc di Scelsi, tenendo presente che il ministero di Giustizia sovraintende al fondamentale aspetto del mantenimento della sicurezza dei dati. Secondo i legali devono essere i magistrati a dimostrare in maniera tecnicamente inquivocabile che invece lui ne era ancora in possesso (come sostenuto dai pm).
L’altra affermazione da verificare riguarda il fatto che Morrone ha detto ai magistrati che i genitori abitano in via Babudri, una strada che in linea d’aria dista dal palazzo della Procura in via Nazariantz tra i 400 e i 500 metri. Il 4 agosto, giorno del presunto furto del file, l’accusato (che ha detto di non ricordare dove fosse) poteva comunque trovarsi dai suoi genitori e ricadere quindi nella stessa cella telefonica della Procura.
Le verifiche da fare per i pm sono quindi molte e complesse. E’ presumibile quindi che i legali di Morrone presentino l’istanza di revoca degli arresti domiciliari all’inizio della prossima settimana.
Nello Mongelli
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1 Commento a “Caso Morrone, la difesa non ha fretta”

  1. Fulvio scrive:

    Ho appena letto su un altro sito che c’è una questione su alcune consulenze discordanti. Sembra proprio che ci sia un gran casotto.

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