“Ma davvero voi a Bari pensate che a Roma Angelino Alfano da una parte, Pierluigi Bersani d’altra, e Pierferdinando Casini al centro stiano pensando a chi farà il sindaco della vostra città? Se saranno fatte o meno le primarie??? Ma allora non siete distanti 500 chilometri, ma molto, molto di più”. Così risponde uno degli esponenti politici più noti a livello nazionale quando gli chiediamo cosa si prevede per Bari e se il toto-nomi che circola in questi giorni su quasi tutti i quotidiani locali hanno un senso o un assenso a livello centrale. L’esponente che preferisce mantenere l’anonimato, crediamo per non offendere l’intelligenza della classe politica pugliese, ironicamente aggiunge: “Ma, poi, di quali partiti sarebbero candidati? Del Pd? Del Pdl? Del centro? E di quale centro???? Ma siamo seri. Noi non sappiamo se il governo Monti arriverà alla prossima primavera o se l’autunno sarà più caldo di questa estate e quindi si dovrà andare a votare, per altro con questo Porcellum”. Insomma, Bari è davvero l’ultimo dei problemi nella mente dei palazzi romani dove si decidono le sorti di molte vicende. Ma in questo momento solo nazionali. Per altro si è persino convinti che tutto sommato sarebbe meglio che rimanesse questo sistema elettorale che nessuno sopporta, ma potrebbe servire a limitare i danni del’exploit del partito di Grillo, perché a conti fatti anche con poco più del 30 per cento la coalizione più accreditata alla vittoria (il centrosinistra) attraverso il premio di maggioranza potrebbe comunque governare l’Italia. Una legge che prevedesse collegi, preferenze, sistemi regionali e liste civiche da privilegiare sicuramente potrebbe fare un danno sia a Bersani, sia ad Alfano, sia a Casini. Quasi da “iena” il papavero romani aggiunge: “Certo sia Raffaele Fitto, sia Massimo D’Alema che erano i padroni politici indiscussi della Puglia qualche problema in più ce l’avranno, non solo perché il consenso se lo dovranno dividere con due esponenti politici emergenti, Nichi Vendola e Michele Emiliano, ma anche perché comunque sarà difficile che riescano a garantire a tutti non solo la candidatura, specie se i parlamentari dovessero subire dei tagli anche minimi, ma l’elezione. Forse- aggiunge sempre con un sorrisetto ironico – qualche parlamentare si spera di piazzarlo lontano da Roma, magari su qualche poltrona regionale o comunale. Ma se mi parlate di fibrillazioni baresi per la candidature, bene, a questa gente posso solo dire che noi a Roma stiamo pensando a tutt’altro… probabilmente dopo le Politiche non esisteremo noi… e a catena quindi, non esisteranno loro. Buona fortuna”.
Maristeresa D’Arenzo




Coro di Emiliano,Vendola,e dei capigrupo dei diversi partiti:…te voglio bene assaie ma tu non penzi a me!!!!!
Cea sindaco subito!!!!!!