BARI – Alla ricerca del gol. L’esordio vittorioso con la Juventus al “San Nicola” ha riproposto vizi e virtù della premiata ditta targata Giampiero Ventura. Ripartenze veloci, affondi letali dei due esterni e triangolazioni di prima hanno messo in serie difficoltà anche coppia di centrali della Nazionale azzurra formata dall’ex Bonucci e dall’esperto Chiellini. Come nella scorsa stagione, però, la compagine biancorossa ha raccolto una piccola parte di quanto di buono ha seminato durante la gara, lasciando il risultato in bilico, con il minimo vantaggio, sino alla fine. Barreto è sembrato il più ispirato del reparto offensivo biancorosso, servendo palloni deliziosi ai compagni (come il perfetto passaggio in profondità per Ghezzal nel primo tempo) e creando un paio di occasioni personali poi non concretizzate. Kutuzov, invece, ha fatto solo intravedere quelle potenzialità che tanto sono mancate nel girone di ritorno dello scorso campionato. Innanzitutto la perfetta integrazione con il funambolo di Rio, partner ideale nello scacchiere d’attacco. Il bielorusso, dopo la lunga assenza per il grave infortunio rimediato al tendine d’Achille, ha bisogno di ritrovare minuti di gioco e spazio. La prova con i bianconeri ha comunque confermato l’importanza tattica di un attaccante capace di far “salire” la squadra e innescare il gioco sulle fasce. Gli esterni sono l’altra croce e delizia dell’organico di Ventura: Alvarez, devastante nelle sue scorribande sulla destra, ha già palesato un difficile rapporto con il gol. Diverso il discorso per Ghezzal, sicuramente più abituato a scrivere il proprio nome nel tabellino dei marcatori. L’algerino ha già fatto intravedere le sue qualità, sfiorando il gol (complice anche un ottimo intervento di Storari) e fornendo fisicità e dinamismo sulla corsia di sinistra. Qualche incognita comunque rimane in attacco, dove alla scommessa Caputo, giovane promettente e all’esordio in un campionato complesso come quello della massima serie, si affianca l’esperto Castillo. L’ex viola dopo il deludente girone di ritorno disputato in riva all’Adriatico vuole dimostrare di essere ancora utile alla causa barese. I venti minuti (a dire il vero un tempo troppo breve perché risulti in qualche modo probante) di domenica lascerebbero sospettare il contrario. Nel cilindro del mago biancorosso vi sono poi altri giovani talenti come Romero e D’Alessandro, che sicuramente, prima o poi, avranno le loro opportunità. In difesa, invece, sfumato Rinaudo, il tecnico genovese può contare su poche alternative. Al centro Raggi dovrebbe offrire le dovute garanzie, così come il veterano Parisi. Da rivedere Rinaldi, poco brillante nelle uscite della preparazione estiva e chiuso al momento da Belmonte, autore di una prova più che convincente con la Juve di Del Neri.
Andrea Morrone



Non complichiamoci la vita. I goal li faranno a grappoli successivamente. Sono sempre i risultati finali che contano! Se avessero fatto tre goal a testa perdendo comunque la partita a cosa sarebbe servito?