BARI – Nulla da fare per l’autonomia di Palese-Santo Spirito e Carbonara-Ceglie-Loseto. Stamane il Consiglio regionale avrebbe dovuto discutere e votare sulla richiesta di distaccamento dal Comune di Bari delle ex frazioni. Se ne riparlerà domani dopo l’audizione del sindaco Michele Emiliano, come stabilito dalla conferenza dei capigruppo di questa mattina.
Il primo cittadino sarà ascoltato alle 10 dalla Settima Commissione Consiliare e non sarà necessario consultare un indovino per sapere in anticipo le sue dichiarazioni. Emiliano ripeterà quanto va ribadendo da giorni a gran voce: “No all’autonomia. Perdiamo 75mila abitanti e rischiamo di non essere più una città metropolitana”. Un parere che non ha però natura vincolante. La strada su cui punta da tempo l’amministrazione comunale è invece quella del decentramento con la creazione di 5 municipi accorpando le attuali 9 circoscrizioni cittadine.
Il giorno della verità su Palese e Carbonara potrebbe quindi essere domani. I consiglieri regionali – molto probabilmente con voto segreto – saranno chiamati ad esprimersi sulle istanze secessionistiche delle due periferie. Non è da escludere che il tutto potrebbe anche slittare a lunedì con la consigliatura regionale ormai agli sgoccioli (si conclude il 10 febbraio, poi tutti a casa).
E in queste ore monta ancora la polemica politica. I consiglieri regionali del Pdl, Gigi Loperfido e Massimo Cassano accusano: “Sia ben chiaro: se l’aula boccia le autonomie la colpa è solo del centrosinistra. Noi del centrodestra siamo compatti nel votare sì al distaccamento. Se si cercherà di affossare il provvedimento noi intraprenderemo altre forme di protesta al fianco dei due comitati”.
Comitati che hanno fatto sentire la propria voce e i propri fischietti. Circa 100 persone si sono presentate stamane sotto la sede del Consiglio regionale. Con pullman, auto e treni sono arrivate a Bari per far valere le proprie ragioni. Sì proprio Bari, come se fosse un’altra città a parte. “Noi ci sentiamo solo palesini – hanno ribadito due signore di mezza età -. Siamo periferia nelle periferia. Non diremo mai “andiamo in centro” ma solo “andiamo a Bari”. Vogliamo l’autonomia”.
Ovviamente non sono mancati slogan, cartelli e fischi contro Emiliano, accusato dai manifestanti di essere “l’unico sabotatore del distaccamento, padrone antidemocratico che solo ora si ricorda di Palese e Carbonara, dopo averle abbandonate per anni”.
Scritte divertenti, alcune anche in un latino stentato e maccheronico, indirizzate contro “lo sceriffo di Bari”.
“Emiliano – ha spiegato un componente dei comitati, Vito Vasile – venga a Palese. Lo accoglieremo a braccia aperte. Bari resterà città metropolitana anche senza di noi”.
Una mattinata convulsa in cui si sono rincorse voci di corridoio. Tra queste la presunta giunta comunale lampo convocata dal sindaco per il finanziamento immediato dei municipi. Indiscrezione subito smentita dall’assessore al Decentramento Annabella Degennaro.
“Noi – spiega Antonella Musitano, un altro componente del movimento – abbiamo avuto questa notizia. Certo, se fosse vero significherebbe che Emiliano tiene in ostaggio la Regione e che le istituzioni sono allo sbando se si può decidere il destino di due comunità nel giro di pochi minuti. Noi non ci arrendiamo”.
La protesta è montata tra i manifestanti quando è stato annunciato il rinvio della discussione nell’aula del Consiglio regionale. Momenti di tensione con un gruppo di ragazzi che ha invece criticato i due movimenti per l’autonomia.
Questi ‘leghisti’ in salsa barese hanno trovato anche sponsor privati. Un signore girava sotto i portici della Regione con la maglietta di una ditta di Carbonara, sostenitrice dell’autonomia
Deluse per il rinvio soprattutto le signore che oggi si sono svegliate presto pur di arrivare a Bari.
“Avevamo preparato tutto – ha spiegato una di loro -. Stamattina presto ho cucinato una bella tiella di patate, riso e cozze per festeggiare”. “Io invece – ha aggiunto un’altra – avrei preparato una bella lasagna al forno e un bel polpo arrostito a insalata”.
“Peccato – ha dichiarato Teresa -. Abbiamo conservato panettoni e spumanti natalizi per festeggiare questo giorno”.
E proprio in questi giorni a Milano, in onore di San Biagio, si usa mangiare il panettone per benedire la gola. I palesini e i carbonaresi avrebbero proprio bisogno di una bella fetta per quanto hanno gridato oggi, ma non solo.
Francesco Petruzzelli


