BARI – “L’atteggiamento del Governo sull’Articolo 18 è completamente sbagliato come lo è quello della Marcegaglia che fa dichiarazioni senza senso”. Insomma, la tavola rotonda della Cgil Puglia, ‘Le politiche di coesione europee e le risorse per far crescere il Sud insieme al Paese’, stamattina in un gremito salone conferenze di un hotel cittadino, si è aperto con una dichiarazione al vetriolo dell’ex segretario generale nazionale, Guglielmo Epifani, che, a nome della Confederazione, commenta l’operato del Governo Monti e dei suoi ministri sull’intoccabile Articolo 18. L’ex leader della Cgil non le manda a dire nè al Consiglio dei ministri, nè alla numero uno di Confindustria: “Questi – dice – vogliono cambiare il provvedimento costituzionale senza una trattativa, un accordo. Parlano tra di loro ma noi siamo dell’opinione che bisogna sentire gli altri, le parti sociali e i sindacati per il semplice fatto che bisogna confrontarsi”. Attacca la Marcegaglia. Si chiede: “Ma come si permette di dire certe cose sull’Articolo 18. Credo che non se ne renda neppure conto di quel che dice”. E critica: “Parlano di tante cose ma non capiscono che sul tema ‘Lavoro’ devono intervenire solo i sindacati”. E sugli ammortizzatori sociali è ancora più deciso: “Non si può discutere di questo tema senza di noi”. Insomma, l’ex leader dimostra come non ha perso la sua verve in fatto di commenti, sostituendosi degnamente alla collega in carica, Susanna Camusso, attesa ma mai arrivata nel capoluogo pugliese. La tavola rotonda prende il via con l’intervento di Giovanni Forte, il segretario generale regionale: “Stiamo dimostrando come il Sud sia un territorio dinamico, anche se la classe dirigente non è sempre all’altezza”. Un commento, quest’ultimo, fatto proprio davanti agli occhi del presidente della Regione, Vendola, e al ministro Barca. Il sindacalista, come il governatore, chiede di “allargare i vincoli del Patto di Stabilità proprio per spendere meglio i fondi a disposizioni della Puglia”. E auspica un’inversione di rotta con investimenti sulla crescita come priorità assoluta”. Ammonisce: “La spesa dei fondi strutturali deve rappresentare un’opportunità da non sprecare. Bisogna spendere, spendere bene, spendere velocemente”. In ultimo Forte non manca di fornire alcune indicazioni sui possibili settori di intervento, individuando nelle infrastrutture, nella politica industriale e nel rafforzamento del sistema della rete dei servizi socio-assistenziali, i settori su cui concentrarsi.
ant. faz.



Il discorso di Epifani varrebbe anche per la segreteria della CGIL-FP di Bari?