
Un momento della conferenza stampa di oggi. Da sinistra: Di Cagno Abbrescia, D’Ambrosio Lettieri, Schittulli e Cea
C’è chi getta ponti e chi strali. Da una parte il senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri che tenta, in maniera più ecumenica che politica, di tendere la mano agli avversari interni del partito di Bari, ai quali è, comunque, certo di strappare la guida del Pdl. Dall’altra un esagitato consigliere comunale, un fittiano doc, Pasquale Finocchio, che freme per tutta la durata dell’intervento del senatore, ma poi non ce la fa più e sbotta ad alta voce: ce l’ha con chi eletto senza voti vuole venire a comandare a Bari. Incalzato fa nomi e cognomi: ce l’ha con il senatore Gaetano Quagliariello. Un attacco violento e frontale che mette in seria difficoltà sia D’Ambrosio Lettieri, sia il senatore Francesco Amoruso: Quagliariello è il vicecapogruppo vicario del Senato. L’incidente diplomatico a livelli più alti è dietro l’angolo. Sarà per questo che il farmacista prestato allo politica si affretta a prendere le distanze dalle dichiarazioni di Finocchio e a ribadire la volontà di gettare un ponte all’altra mozione – quella guidata dal consigliere circoscrizionale Claudio Sgambati, e dai consiglieri comunali Filippo Melchiorre e Massimo Posca – perché rappresenta un valore aggiunto al congresso che si apre domani alla Fiera del Levante. Si vota tutta la giornata di domenica. A indispettire, invece, D’Ambrosio Lettieri c’è la dicitura di “fittiana” alla proprio mozione. “Non ci sentiamo gregari di nessuno”, rivendicando un’identità politica che racchiuderla dentro il recinto “fittiano” sembra suonare addirittura come un’offesa. Il senatore ce l’ha con la stampa, Barisera in testa, che ha sintetizzato la guerra congressuale interna come uno scontro tra Raffaele Fitto e Quagliariello. Eppure la geografia di questi congressi provinciali baresi (sia il cittadino, sia quello provinciale che si celebrerà il 18 e 19 febbraio prossimi) è stata disegnata più a Roma che a Bari. Il mancato accordo è stato registrato a Roma, non certo a Bari, così come lo stesso accordo che ha definito come vice il consigliere comunale Marcello Gemmato (per Bari) e il vicesindaco di Bitonto, Domenico Damascelli (per il provinciale), passa da un accordo fra Fitto e il capogruppo al Senato, Maurizio Gasparri, del quale Amoruso è un fedelissimo. Non è così, gridano all’unisono i due candidati alla segreteria cittadina. D’Ambrosio Lettieri parla addirittura di “uomini dalla schiena dritta”, come se far parte di una corrente (per altro vincente e che finora è stata l’unica titolare del partito, si chiami Pdl, Forza Italia o An) fosse davvero un’offesa di quelle da smentire pubblicamente.
Mariateresa D’Arenzo


Bhè difficile dare torto a Finocchio…. obiettivamente quagliariello non è stato eletto qui, bensì in un altro collegio, è un pò troppo pretendere di comandare bari, e di giocare sporco con gli ex AN rimasti fregati. Tuttavia vedremo alle Politiche che valore dare a Quagliariello, ricordiamoci sempre che è il popolo che decide con il voto. il vero problema semmai è che sia Quagliarilello sia Mantovano sono perdenti e che il pdl ormai si sta autodistruggendo sia a livello nazionale che regionale… questi qui il cdx non lo portano da nessuna parte.
finocchio, è inutile aggiungere altro, fitto quello che ha perso 2 volte alla Regione Puglia, d’ambrosio lettieri il difensore delle farmacie e dei lauti guadagni che le stesse, in regime quasi di monopolio, determinano alle spalle dei cittadini! è questo il nuovo che avanzanel pdl, che tristezza….