BARI – Il mercato di santa Scolastica è costato cinque milioni di euro, ma sta già creando i primi disagi. Basta un po’ di pioggia e come risulta dalle fotografie accanto i viali del mercato si allagano, creando non pochi disagi ai clienti e agli ambulanti. “La merce si bagna e se cerchiamo di coprirla con teli in plastica o tavole di legno, arrivano i vigili e ce li fanno togliere, intanto la frutta si bagna e si rovina” si lamenta un operatore del neonato mercato. La copertura in legno lamellare costata un milione e settecentomila euro, arrivata da Brescia, per la quale è stata fatta una perizia di variante e per la quale sono slittati i tempi di consegna del mercato, lascia in otto punti i viali scoperti. Certo, gli otto spazi aperti consentono di dare un po’ di luce all’intera struttura, un po’ buia, ma probabilmente sarebbe stato meglio prevedere, negli otto passaggi, una copertura in vetro e plexiglas. Il malcontento in caso di pioggia è abbastanza generalizzato “I nostri clienti spesso sono anziani e con i viali così bagnati è facile che qualcuno cada e si faccia male”. Ma anche quando c’è il sole c’è qualcuno che si lamenta. Agli imbocchi degli otto accessi non coperti dalla struttura in legno, ci sono bancarelle di frutta, pesce e carne. Questo significa che “con il sole che batte c’è il rischio che la merce si rovini”. Molti si sono attrezzati con i tendalini, ma a loro dire, questo non basta. Come se tutto questo non bastasse, resta il problema dei parcheggi e del traffico. Viale Papa Giovanni XXIII e via Modugno sono le più intasate, con auto parcheggiate stabilmente in doppia fila. Una situazione che peggiora notevolmente il sabato mattina, quando in un fazzoletto di terra c’è la concomitante presenza del mercato di Santa Scolastica e a due passi del mercato settimanale di Piazzetta dei Papi che aspetta ancora di essere trasferito in via Dioguardi, dove si realizzerà il mercato, su un campo sterrato.
Barbara Facchini



Il problema traffico e parcheggi era ampiamente prevedibile, ma una menzione a parte meriterebbe il criterio con cui è stato creato il parcheggio clienti, letteralmente ridotto ad una insignificante appendice del parco pubblico, che ha quasi la stessa estensione della zona di vendita. Qualunque essere pensante, dotato di regolare facoltà intellettiva, avrebbe dovuto quantomeno immaginare e prevedere che la domanda di posti auto sarebbe stata di gran lunga superiore a quella attuale dei posti “giostrina” o panchina, che spesso rimangono vuoti perchè la gente, dopo aver fatto la spesa, si preoccupa piuttosto velocemente di guadagnare l’uscita, e non passa giorno, specie nel fine settimana, che non si assista a manovre impossibili di clienti imbufaliti che girano e rigirano come zombi all’interno di quel minuscolo parcheggio..inutilmente.