Agguato nel regno dei Di Cosola

25 mag 2012

L’ospedale Di Venere

BARI – Un agguato fatto per uccidere nel territorio del clan Di Cosola. E’ successo ieri sera. Poco prima delle 23. Un’auto raggiunge piazza Santa Maria del Campo, a Ceglie. Scende un uomo. E’ armato e volto scoperto, non teme d’essere riconosciuto o si mostra proprio in gesto di sfida, per umiliare, per terrorizzare la vittima. Punta il revolver contro Luigi Boffo, 21 anni di Carbonara con precedenti di polizia e ritenuto dalla polizia vicino al clan Di Cosola. Il sicario gli scarica contro sei colpi. I proiettili raggiungono il torace e l’addome del giovane. E la loro direzione fa dire agli investigatori che l’agguato non è da intendersi come un semplice atto intimidatorio. Sul posto arrivano gli agenti delle Volanti. L’ambulanza medicalizzata del 118 carica a bordo il giovane e comincia la corsa contro il tempo per salvargli la vita. Viene sottoposto a intervento chirurgico nella notte quindi sedato, in coma farmacologico, e trasferito nel reparto di Rianimazione. Ma non sembra si ain pericolo di vita. In Questura vengono convocati subito alcuni testimoni. Amici di Boffo, ma anche altre persone presenti in piazza al momento dell’agguato. E’ stata un’azione fulminea. La maggior parte dei testimoni ascoltati dalla polizia riferisce di aver visto un uomo solo. Ma non è in grado di riferire se si sia allontanato in compagnia di un complice, si suppone alla guida del mezzo con cui ha raggiunto la piazza di Ceglie. Nessuno, poi, sarebbe stato in grado di fornire il modello e il colore dell’auto. E stando a quanto riferito da fonti confidenziali, non sarebbe ancora disponibile alcuna immagine catturata da sistemi di videosorveglianza distribuiti sul luogo dell’agguato o nelle immediate vicinanze. Di certo non sono stati eseguiti stub. Riguardo al movente, potrebbe trattarsi di contrasti interni al clan o riconducibili al curriculum criminale del giovane.

Donatella Lopez

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1 Commento a “Agguato nel regno dei Di Cosola”

  1. luca scrive:

    La cosa piu brutta che adesso sono quasi tutti 20 enni i ragazzi dei clan baresi o che muoiono o che vengono messi in grosse operazioni antimafia basta guardare le date di nascita dei componenti dei di cosola dell’operazione OSIRIDE O HINTERLAND questi sono ragazzini che dai 18 anni vengono arruolati dai veri sciacalli che sono i cosidetti BOSS che vogliono un’anima al giorno!!!! LO STATO SE è in ascolto salvasse questi ragazzi li togliesse dalle grinfie di sti maledetti clan sono ragazzini!!!! un appello anche ai PM BARESI aiutate sti ragazzi!!!!!!! non condannateli solamente con il carcere che non serve ad altro se no come ufficio di collocamento dei clan il carcere e un supermercato per i clan come arrivano ragazzi nuovi fanno a gara a chi se li deve prendere!!!!! FATE QUALCOSA!!!!!!! AIUTATE STI RAGAZZI A CAPIRE CHE LA VITA NON E QUESTA!!!!!!!

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