BARI – Il cinema made in Puglia come quello romano. Finirà nel tritacarne della manovra finanziaria anche l’Apulia film commission, i diktat del governo sull’austerità economica dei bilanci regionali investiranno anche la cultura. L’allarme lo lancia l’assessore regionale Silvia Godelli, ieri, a margine di una conferenza stampa sul turismo: “Troppi tagli imposti sui bilanci di Regione e Comuni. Quante belle notizie…”. Ironia a parte, il problema è comune a tutti i gestori di faccende culturali in Italia. Sono infatti in pieno stato di agitazione a Roma i ragazzi e i docenti del Centro sperimentale di cinematografia. Qualcosa di simile potrebbe accadere nella neonata fondazione pugliese, non però per intervento diretto del Ministero dei Beni e delle Attività culturali, come è accaduto per il centro sperimentale e per fondazioni come l’Istituto Gramsci, il Gabinetto Viessaux o la Triennale di Milano.
“In questo caso la minaccia è di riflesso, nel senso che la manovra finanziaria nazionale di Giulio Tremonti impone una serie di risparmi ai Comuni e alle Regioni, per cui le conseguenze più immediate ricadranno sulla cultura”.
L’Apulia Film Commission è nata soli tre anni fa, ed è la fucina del cinema pugliese, e non solo. Sono numerose infatti le pellicole dirette da registi non pugliesi, ma che hanno scelto il Tacco d’Italia come location. Tra gli ultimi fiori all’occhiello delle produzioni pugliesi si contano Mine vaganti, di Ferzan Ozpetek, poi la fiction televisiva firmata da Lina Wertmuller, Mannaggia alla miseria, andata in onda l’altro giorno su Rai Uno, e qualche tempo fa anche I Galantuomini di Edoardo Winspeare con Fabrizio Gifuni. Qualcho giorno fa è scattata la mobilitazione anche per la fondazione Petruzzelli, perchè anche la gestione del neoricostruito teatro barese ha rischiato grosso. Era stato inserito nella lista delle 232 fondazioni rimaste a secco di finanziamenti.
Poi la situazione si è risolta con uno stralcio, vista la giovane età dell’ente. Ma un accenno di protesta con tanto di striscioni appesi sui balconi si è vista comunque per qualche ora. Anche il cinema potrebbe vivere momenti difficili.
Ida Galise


