BARI – “Investire nella Pubblica Amministrazione significa accelerare il processo di crescita e di sviluppo del Paese, elevare l’Italia a livello europeo in quanto a offerta e qualità dei servizi per i cittadini. Il Pubblico Impiego deve tornare ad essere una risorsa preziosa in un contesto ritrovato di efficienza, dignità ed equità”. Aldo Pugliese, segretario generale della Uil di Puglia e di Bari, spiega le priorità del sindacato riguardo al Pubblico Impiego. “Anni di scellerata propaganda politica– spiega Pugliese – hanno fomentato un’opinione pubblica negativa nei confronti del lavoratore pubblico, considerato un privilegiato rispetto ai colleghi del privato. Una leggenda, appunto, che le ultime manovre frenetiche hanno smentito seccamente. Non è un’eresia affermare che il lavoro pubblico è il settore più penalizzato dalle disposizioni degli ultimi governi, che non si sono sottratti alla tentazione di rastrellare nuova linfa dalle tasche dei soliti noti, invece di perseguire con perseveranza e durezza un’evasione fiscale tra le più elevate del pianeta. E di porre fine agli sprechi e agli eccessi della politica”. Il leader della Uil regionale individua alcuni punti cardine da cui ripartire. “Va rilanciata la contrattazione integrativa, va avviata una seria riforma della previdenza complementare e fiscale che riduca la tassazione sul lavoro pubblico, va cercata una soluzione alla piaga del precariato, aggravata dall’inopportuno blocco del turn over, attraverso riforme coraggiose e innovative”. A cominciare dal settore della Scuola. “Oggetto di attenta valutazione deve essere la legge 111 sul dimensionamento scolastico, che ha messo a rischio migliaia di posti di lavoro. In Puglia saranno 160 le scuole secondarie e 28 quelle primarie in meno rispetto a qualche mese fa, per tacere dei 24 milioni di euro sottratti al piano di sicurezza per gli edifici scolastici regionali. Numeri dettati e imposti da meri obiettivi ragionieristici che comporteranno una considerevole perdita di competitività. Stesso discorso vale per l’Università e la ricerca, serbatoi del talento del futuro trattati come pesanti palle al piede, nonostante la dimostrata capacità di esprimere eccellenze riconosciute a livello nazionale e internazionale”. Capitolo a parte merita la drammatica situazione della Sanità, “messa in ginocchio – attacca Pugliese – da un piano di rientro durissimo, dalla chiusura di 18 ospedali, da una spesa per edilizia sanitaria tra le più basse d’Italia, dall’inadeguatezza di un personale medico e infermieristico numericamente impossibilitato a offrire un servizio degno di tal nome ai cittadini, falcidiato dal blocco di un turnover invece vitale per non privare i pugliesi di un diritto primordiale, qual è quello alla salute. Ma dalle sferzate di manovre inique non sono esenti neanche i lavoratori della Regione Puglia e delle istituzioni locali, il cui apporto è fondamentale, ad esempio, per la gestione dei fondi comunitari, senza i quali sarebbe impensabile parlare di svolta economica”.
r. c.


