BARI – La Bari città metropolitana d’ispirazione montiana potrebbe non essere quella che il legislatore immaginò per alcune grandi e medie città italiane nel 1990. Tutto è da riscrivere, tutto potrebbe essere rivisto. Rosario Polizzi, coordinatore regionale di “Grande Sud”, quell’idea di oltre 20 anni fa la condivise con Pinuccio Tatarella che credeva molto nel progetto geografico-politico. Oggi, però Polizzi è decisamente scettico. Professore, cosa pensa di Bari città metropolitana? “Non può non rallegrarci la notizia dell’attivazione, sia pur molto tardiva della Città Metropolitana, sia per l’importanza dell’opera in sé, sia perché essa era parte di un progetto complessivo di ammodernamento di Bari e della sua area metropolitana di cui grande ispiratore, promotore e regista è stato Pinuccio Tatarella. Tale progetto comprendeva il porto, l’aeroporto, i collegamenti ferroviari e viari, i contenitori culturali e sportivi, ed era collegato ad una visione ambiziosa e concreta di Bari e della Puglia punto nodale del Mediterraneo”. Lei sta dicendo che Tatarella più che a un’area metropolitana pensava a una vera e propria “rivoluzione” di Bari? “La genialità tatarelliana impresse un’autentica “primavera pugliese”, che non ha nulla a che vedere con quella che poi si è realizzata, fatta di buongoverno e di grandi idee e tutti si accorsero della spinta possente allo sviluppo del nostro territorio poi rallentato e appena parzialmente utilizzato”. Ma spesso è difficile capire l’importanza di puntare su Bari più facile farsi prendere da localismi spinti? “L’area metropolitana ha come fulcro economico Bari che ha sempre avuto una spiccata vocazione mercantile e proprio i commercianti hanno determinato la fortuna della città moderna. Da qui poi a cascata virtuosa: agricoltura, pesca, valorizzazione della Fiera del Levante, razionalizzazione del nodo stradale ed autostradale con (speriamo dopo le chiacchere) l’asse Nord-Sud e quello Est-Ovest con l’agognato completamento della Terza mediana bis. Ulteriore potenziamento dell’aereoporto già uno fra i principali scali europei e poi, con il traffico marittimo del Porto, Bari metropolitana può essere considerata la porta dell’Europa verso i Balcani ed il Medio Oriente”. Economia, Intrastrutture, ma anche Cultura… “Sicuramente, una riflessione a parte deve essere fatta sull’attività culturale e poi Bari città europea della cultura, oltre a quella magnifica idea del Comitato per la cultura che Comune, Provincia e Regione messi insieme per una programmazione unitaria Una poderosa programmazione. Pinuccio l’aveva pensata, da assessore alla Cultura, con mostre internazionali ed appuntamenti musicali. Purtroppo di quei progetti non se ne è fatto più niente ed i grandi appuntamenti non si sono più ripetuti”.
Mariateresa D’Arenzo




e basta con questo “pinuccio” l’Italia e gli italiani sta pagando un duro prezzo x tutti quelli che l’hanno governata negli ultimi 20 anni!!!!!!
una volta era “io sud” ora è ” grande sud” l’unica certezza …..L’INESISTENZA POLITICA!!!! a casa e finitela con la ricerca dei totem alla comunista maniera..