Gianfranco Fini chiama Francesco Divella risponde.
Il deputato-imprenditore martedì prossimo, 20 aprile, sarà presente a Roma al raduno dei finiani. “Così almeno capiamo quanti siamo – dice con la schiettezza di sempre il ‘re della pasta’ – visto che sembra una lotteria: 10/50/100…”.
Una conta che serve poi per dar vita ai gruppi autonomi? An… Generazione Italia?
“Non è detto, questa è una decisione che se sarà presa sarà sofferta… ma così certo non ci può continuare. Ma è bene precisare che Generazione Italia qui non c’entra nulla, tant’è che abbiamo anche deciso di rinviare l’appuntamento costituente in programma a Perugia per gli inizi di maggio. Proprio per evitare che quell’iniziativa potesse essere travolta dalle ultime vicende politiche”.
Onorevole, lei dice: “certo così non si può continuare…” nel Pdl, nel partito?
“Partito? Perché il Pdl è un partito… ma non scherziamo. Se ci troviamo al punto in cui siamo è proprio perché in questi due anni non siamo stati capaci di strutturarci in partito. Con organismi nominati e non eletti… con Silvio Berlusconi preferisce dialogare più con la Lega Nord che con la parte di An che ha aderito al progetto del partito unico… il nostro elettorato si trova soprattutto nel Centro-Sud e proprio non riesce a capire perché abbiamo costruito un grande partito se, poi, l’agenda di governo deve dettarla la Lega del Nord”.
Per la verità lei, onorevole Divella, cita “difetti” di un partito e di un leader, Berlusconi, che non sono una novità. Possibile che Fini, voi di An, non sapevate che Forza Italia prima e Pdl ora sono partiti a conduzione aziendale? Di cosa vi meravigliate ora…
“Non è così… la ‘conduzione aziendale’ è un’altra cosa… e se lo dico io… Se io sono alla guida di una società che controllo al 70% non è che la minoranza qualificata del 30% non ha voce su niente. Anzi, l’ascolto proprio perché gli stimoli e proposte che vengono potrebbero portare benefici a tutta la società. Fermo restando che, poi, è normalissimo avere punti di vista totalmente diversi su alcuni argomenti. Io per esempio non sono d’accordo sulla cittadinanza breve per gli extracomunitari… ma in un partito si discute… anzi più la minoranza è qualificata più dà ‘fastidio’, alla maggioranza che da questa si sente stimolata. E, invece, nel Pdl la minoranza deve stare zitta… perché la società è al 100% nelle mani di uno solo”.
Qualcuno, però, potrebbe obiettare che in Puglia le cose non vanno diversamente. Anche nel Pdl locale, forse, le quote della ‘società’ sono solo nelle mani di una persona…
“Forse non più. Anzi le dirò una cosa che mi ha fatto capire che potrebbe non essere più così… quando stavo organizzando la manifestazione di Perugia mi ero prefisso il numero di 50 fra consiglieri comunali e provinciali da portare alla convention di Generazione Italia. E 50 mi sembravano davvero tanti. E, invece, no. Ho raccolto in solo tre giorni tutte le adesioni che mi ero prefisso e nei giorni seguenti altri mi hanno contatto, tanto che stavo pensando a un secondo elenco”.
Posso farle una domanda-provocazione: prima o dopo le Regionali?
“Ho capito dove vuol andare a parare…. E’ chiaro che dopo le ultime elezioni ho ricevuto molte telefonate e molti si sono detti interessati al progetto finiano. Non mi meraviglia: si sa è facile salire sul carro dei vincitori…ma in Puglia mi creda ci sono più finiani di quello che s’immagina… anzi di quello che si immaginano coloro che oggi hanno deciso di prendere le difese di altri rinnegando la lora storia…”
Ce l’ha con ex anneini, ex missini….
“Chi deve capire ha capito”.
Mariateresa D’Arenzo



