BARI – Niente più tesi sperimentali per i laureandi, che dovranno limitarsi a fare quelle compilative.
Lo stabilisce la legge Gelmini, che all’articolo 18 della legge del 30.12.10 n 240, impedisce l’attività di ricerca a tutta una serie di soggetti che sino ad oggi potevano farla. Per l’esattezza, possono svolgere attività di ricerca alcuni ricercatori, alcune figure di assegnisti, escludendo quasi tutte le figure precarie, e soprattutto gli studenti, che sino ad oggi, potevano avvicinarsi alla ricerca durante la redazione di una tesi sperimentale.
Questo significa che da sabato scorso, giorno in cui è entrata in vigore la legge Gelmini, “gli studenti di laurea triennale – come lamentano gli studenti – che stanno svolgendo progetti di ricerca e tesi di laurea sperimentale, non avranno più la copertura legale per farlo e rischiano di essere allontanati dai laboratori ed esclusi dai gruppi di ricerca”.
Per questo gli studenti chiedono ai rettori di tutti gli atenei “di intraprendere azioni nei confronti del Miur affinché venga garantito a tutti gli studenti la possibilità di svolgere attività di ricerca”. Una previsione di legge che lascia tutti sorpresi, per alcuni è una questione da interpretare, per altri è un dato di fatto.
“La riforma che, secondo il ministro dell’Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini, dovrebbe avvicinare gli studenti al mondo del lavoro, in realtà impedisce loro di fare un’esperienza reale di ricerca sperimentale fin dai primi tre anni di università” denunciano gli studenti.
Per cercare di bloccare l’attuazione della legge 240, gli studenti barese hanno avviato una nuova forma di protesta, hanno attivato il blog: www.stopgelmini.blogspot.com, che raccoglierà le proposte di tutto il mondo universitario.
“Se da un lato crediamo che l’iter previsto per la modifica degli statuti rappresenti una forzatura democratica e che vi siano spazi limitati all’interno delle commissioni per noi studenti, crediamo che alla mobilitazione contro i rettori, e dentro gli atenei, si debba affiancare un lavoro da realizzare con capacità e competenza anche all’interno delle commissioni”.
Il blog “nasce dall’esperienza di Link – coordinamento universitario, ma è un percorso più che aperto, non identitario, a disposizione di tutti. Invitiamo tutti gli studenti, i dottorandi, i precari della ricerca, i ricercatori strutturati, le realtà organizzate, i collettivi, le assemblee di facoltà a collaborare alla stesura di proposte concrete per impedire alla riforma Gelmini di concretizzarsi dentro le nostre università”.
Barbara Facchini


